Sanita’ e Covid-19\1 – Il futuro e’ nella rete. Ospedali integrati con i servizi sul territorio

Realizzare reti di raccordo tra ospedali e territorio, rafforzare la domiciliarità, potenziare l’integrazione tra sanità e sociale e valorizzare le qualità dell’Università per incrementare la formazione e il numero degli specializzandi.

Sono i principi contenuti nel documento sulle “Azioni per il potenziamento del sistema socio-sanitario nella Provincia di Modena alla luce dell’emergenza CoviD-19”, approvato mercoledì 22 luglio dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria modenese.

Dalla discussione è emerso che l’emergenza non è finita e i mesi drammatici passati durante la pandemia hanno messo in evidenza la qualità della sanità, del personale e di tutti i soggetti coinvolti che sono stati ringraziati.

Occorre, innanzitutto, si legge nel documento, che lo Stato garantisca le risorse per una maggiore integrazione tra ospedali e territorio «che tenga conto della montagna e l’area nord»; investimenti sui Pronto soccorso e sui posti letto necessari nei reparti ospedalieri, anche al fine di recuperare il numero di posti letto persi nell’applicazione delle misure di sicurezza; lo sviluppo e la diffusione di nuove tecnologie come la telemedicina negli ospedali, a domicilio, nelle residenze sociosanitarie, gli ambulatori nelle Case della salute.

E’ necessario, inoltre, potenziare la formazione,  «per ottenere numeri più elevati di laureati, sia in ambito medico che delle professioni sanitarie», valorizzare la ricerca, integrare le professionalità sanitarie, completare l’organizzazione della rete ospedaliera, prevedendo nell’area nord due strutture di pari livello, l’hub Covid-19 Policlinico Baggiovara e la restante rete ospedaliera, integrata con le strutture intermedie come gli ospedali di comunità e hospice, le Case della Salute e tutti i servizi che devono «facilitare i percorsi di integrazione ospedale-territorio, la domiciliarità e l’accesso ai servizi ospedalieri secondo criteri di appropriatezza e di tempestività».

La Conferenza, inoltre, ritiene fondamentale confermare «la centralità e l’esigenza di una sanità pubblica, universalistica e gratuita a fiscalità generale basata sui principi di solidarietà ed equità di accesso» e chiede al Governo e alla Regione di assicurare le risorse necessarie per garantire lo sviluppo dei servizi «che possano  assicurare la capacità di affrontare efficacemente anche altre emergenze Covid» e ritiene fondamentale sollecitare tutti livelli istituzionali per risolvere il tema della viabilità per assicurare una rete viaria all’altezza della sfida di qualità messa in campo nella provincia di Modena.

Alla Conferenza ha partecipato anche il nuovo direttore dell’Azienda ospedaliera e universitaria di Modena che ha sottolineato il «valore della collaborazione tra le aziende» e posto obiettivi l’apertura del sistema ospedali, l’integrazione con i servizi e le strutture intermedie come le Case della salute, per una corretta continuità assistenziale, temi ripresi anche da Antonio Brambilla, riconfermato di recente  direttore dell’Ausl di Modena che, ripercorrendo l’esperienza della gestione del Covid-19, ha evidenziato il ruolo fondamentale del Policlinico e di Baggiovara  e dell’integrazione con la rete dei servizi.

Luca Sircana, direttore dell’Azienda ospedaliera e universitaria di Modena, ha confermato che entro agosto saranno pronti i 18 posti di terapia intensiva nei moduli dell’hub Covid-19 a Baggiovara e in ottobre i 30 analoghi previsti al Policlinico.

Pubblicato: 23 Luglio 2020Ultima modifica: 30 Luglio 2020