Variante al PTCP sul dissesto idrogeologico

Approvata la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale sulle frane presenti nel territorio modenese.

Il Consiglio della Provincia di Modena ha approvato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale per la parte relativa al dissesto idrogeologico. Il dissesto riguarda circa un quarto delle zone collinari e montane del territorio modenese ed è stato fotografato applicando un sistema di analisi ancora più dettagliato che in passato, in scala 1:10 mila invece che 1:25 mila. Alle zone collinari e montane è stato applicato un “indice di pericolosità”. Il piano territoriale ha così individuato i diversi gradi di limitazione: dal divieto assoluto di costruire (nelle aree dove sono presenti frane attive), ai casi in cui occorre seguire determinate prescrizioni per prevenire i danni (nelle zone dove si sono verificati in passato movimenti nel terreno o dichiarate “potenzialmente instabili”).

In montagna le aree con possibili criticità coprono un superficie di quasi 400 chilometri quadrati pari al 27 per cento del totale. Su una superficie collinare e montana di 1410 chilometri quadrati, quasi 80 pari al 5,6 per cento sono interessati da frane attive (quelle che hanno dato segnali di movimento negli ultimi 30 anni), oltre 260, quasi il 19 per cento, da frane quiescenti (quelle ferme da oltre 30 anni), mentre le aree potenzialmente instabili con evidenti fenomeni erosivi arrivano a 47 chilometri quadrati pari al 3 per cento.

Si conclude il percorso di un piano che, come ha spiegato Maurizio Maletti, Assessore provinciale alla Programmazione, «ridisegna la mappa del rischio idrogeologico in montagna, un caso unico in Italia di uno strumento tecnico così approfondito, scaturito dalla collaborazione tra diversi enti e dopo due anni di lavoro dei tecnici. In questo modo abbiamo definito una carta unica del territorio condivisa da tutti».

Le procedure della variante al Piano territoriale di coordinamento provinciale sul dissesto idrogeologico erano iniziate con la convocazione di una conferenza di pianificazione nell’ottobre 2005. Hanno partecipato alla conferenza, tra gli altri, i rappresentanti della Regione Emilia Romagna, dei Comuni modenesi, delle Province di confinanti con Modena, delle Comunità montane modenesi, degli enti di gestione dei parchi, dei Consorzi di bonifica, delle Autorità di bacino del Po e del Reno. Invitati anche i rappresentanti della associazioni di categoria e i sindacati.

Le osservazioni presentate al piano dopo la fase di adozione, avvenuta nei mesi scorsi, sono state 13, sei quelle accolte, tra cui una della Comunità montana Modena est che ha segnalato una nuova frana attiva in località Cà Tuncina di Monteombraro.

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) è lo strumento di pianificazione generale predisposto dalla Provincia e gli obiettivi e le regole di fondo che hanno guidato la redazione di questa nuova carta del dissesto contenuta nella variante al PTCP sono stati il miglioramento della sicurezza e la tutela dell’ambiente in caso di rischio frana, il voler fornire ai Comuni e a tutti gli Enti publici un riferimento certo per la programmazione del territorio.

Pubblicato: 01 Agosto 2006Ultima modifica: 25 Febbraio 2020