Da sabato 26 marzo a domenica 3 aprile il Circolo Paradisi di Vignola in via Paradisi 11 ospita la rassegna “Terra madre, la tradizione del nuovo”. Si tratta di nove giorni di iniziative per ridare il giusto valore alla cultura e alle produzioni alimentari locali, recuperando arti e pratiche del passato in un contesto di attualità e modernità.
Promossa dallo stesso Circolo Paradisi, con il patrocinio del Comune di Vignola, della Provincia di Modena e della Regione Emilia Romagna, la manifestazione è organizzata in collaborazione con Slow Food e con il contributo di partner privati quali Sevi, Attilio Montorsi Collections, Coviliarte, Toschi, Vittoria Assicurazioni, studio associato Malagoli e con la collaborazione di Centro Studi Vignola e Direzione didattica di Vignola.
Il titolo della rassegna, “Terra madre”, evoca la rete delle comunità del cibo che ogni due anni Slow Food riunisce a Torino al Salone del Gusto di Torino, dove si ritrovano tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare per difendere agricoltura, pesca e allevamento sostenibili e per preservare il gusto e la biodiversità del cibo. “Terra madre” è anche il titolo del documentario girato da Ermanno Olmi, frutto del lavoro di due anni che ha visto impegnate sette troupes. Il film verrà proiettato giovedì 31 marzo alle ore 21 nella sede del Circolo Paradisi.
Cuore dell’iniziativa vignolese è un’esposizione di dipinti di Gino Covili (Pavullo 21 marzo 1918 – 6 maggio 2005) e Domenico Simonini (nato a Vignola 59 anni fa), allestita nei locali del circolo. Le opere dei due artisti modenesi pongono al centro dell’attenzione le lavorazioni di un tempo, legate all’agricoltura e alla preparazione del cibo. Una galleria di contadini, artigiani, rezdore con il loro patrimonio di saperi che rischia di scomparire. I prodotti della nostra terra, ma soprattutto i mestieri: dal vendemmiatore al cercatore di funghi, “Il falciatore con cane”, “Il mietitore con il fazzoletto rosso”, “Il guardiano della vigna”, l’uomo che affetta il prosciutto, le cernitici di ciliegie. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 26 marzo al 3 aprile 2011 dalle ore 15 alle 20 nei giorni feriali e anche al mattino, dalle 10 alle 12, nei festivi e prefestivi.
Nel corso della rassegna vignolese è prevista anche la proiezione del film documentario “Storie di terra e di rezdore”, realizzato dalla Cineteca di Bologna utilizzando i materiali video della omonima ricerca realizzata da Provincia di Modena e Slow Food. Sarà proiettato, inoltre, un documentario sulle ciliegie e il mercato ortofrutticolo di Vignola girato da Antonio Marmi negli anni Ottanta.
Nel programma vi sono poi degustazioni di prodotti delle Comunità del cibo di Slow Food del territorio e diversi laboratori dedicati ai prodotti tipici locali, dal vino alle ciliegie, dal parmigiano reggiano di vacca bianca modenese alla tagliatella. Per informazioni e per partecipare tel. 348 7264022.
Durante la manifestazione avrà luogo infine un concorso rivolto agli alunni della Direzione didattica di Vignola sul tema “Disegni, immagini, storie, poesie, racconti e ricette delle nonne“. La premiazione del concorso si svolgerà al termine dell’anno scolastico.
«La tradizione agricola e gastronomica del passato è un grande patrimonio culturale di questa terra – spiega il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini – che va mantenuto e valorizzato per promuovere i nostri prodotti agroalimentari di eccellenza, conosciuti ed apprezzati sui mercati internazionali».
«Scopo di questa rassegna è ricostruire un giusto rapporto con la natura e il nostro stile di vita – spiega Deanna Righi, presidente del Circolo Paradisi, associazione socio-culturale sensibile alla valorizzazione del territorio e delle tradizioni locali – Abbiamo scelto di mettere al centro di questa iniziativa le opere del famoso pittore-scultore pavullese Gino Covili e dell’artista vignolese Domenico Simonini non solo perché appartengono alla nostra “terra madre”, ma anche perché le immagini delle loro opere, legate ad una ristretta realtà locale, hanno assunto il valore simbolico ed esemplare di una umanità tesa, attraverso l’impegno e la tenacia, a difendere il proprio mondo e la propria terra. Grazie anche all’intervento di esperti di Slow Food e la proiezione di filmati contiamo di rendere visibile e concreto questo aspetto del lavoro, basato sulla tradizione e sottolineando l’importanza e la centralità della terra».