Nel corso di un incontro che si è tenuto venerdì 27 marzo presso la sede del Liceo San Carlo di Modena, sono stati presentati i risultati dell’indagine relativa al “Progetto osservatorio adolescenti“, dedicato all’analisi del disagio dei giovani modenesi. La ricerca è stata promossa fin dal 2006 dalla Provincia, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, ed è stata realizzata grazie all’apporto fondamentale delle èquipe di psicologi dell’Azienda Ausl che operano presso gli sportelli ascolto presenti all’interno degli istituti superiori modenesi. Nati per sostenere gli adolescenti, soprattutto nel loro ruolo di studenti, gli sportelli sono uno spazio in cui i ragazzi possono incontrare uno psicologo e raccontare i propri problemi. Queste strutture hanno l’obiettivo di prevenire e individuare precocemente le situazioni di disagio.
«Con l’Osservatorio sull’adolescenza – spiega Maurizio Guaitoli, Assessore provinciale alle Politiche sociali – ci siamo prefissi di ascoltare i problemi degli studenti modenesi per dare loro una risposta positiva costruendo politiche che, insieme alle famiglie e alle istituzioni coinvolte, affrontino le cause di un malessere che deriva sia dall’età che dal vivere in una società complessa».
Sono stati 471 gli studenti che tra marzo e giugno 2008 si sono rivolti agli sportelli d’ascolto presenti in 28 istituti superiori modenesi su 32. Il numero di contatti è un dato in crescita rispetto a quello registrato negli anni precedenti, ovvero 447 nell’intero anno scolastico 2006/2007 e 393 nel 2005/2006.
Sono state le studentesse (63 per cento) a rivolgersi in prevalenza agli sportelli d’ascolto e nel 69 per cento dei casi hanno tra i 14 e i 16 anni.
Secondo i dati emersi dallo studio, i problemi nei rapporti con i genitori (20 per cento) e le difficoltà scolastiche (18 per cento) sono i disagi maggiormente avvertiti. Seguono il rapporto con le proprie emozioni (16 per cento), con i coetanei (15 per cento) e con l’altro sesso (14 per cento). Nella maggior parte dei casi (65 per cento) il colloquio con lo psicologo è richiesto dagli stessi studenti, nelle altre situazioni è invece suggerito dall’insegnante. In media gli studenti si incontrano due volte con lo psicologo mentre i casi più problematici vengono inviati ai servizi sociali.