Giovedì 26 marzo alle 9 viene presentato a Modena l’annuale Rapporto dell’Osservatorio provinciale sull’immigrazione. L’incontro si tiene presso la sala ex Oratorio del Palazzo dei Musei, in viale Vittorio Veneto 5 ed è promosso dalla Provincia e dal Comune di Modena. L’iniziativa è dedicata all’approfondimento dei diversi aspetti che riguardano il tema dell’immigrazione nel territorio modenese, dalla scuola al lavoro, fino agli aspetti sociali e sanitari.
La seduta viene introdotta dall’assessore provinciale al Lavoro e all’immigrazione Gianni Cavicchioli.
Il Rapporto annuale viene illustrato da Antonio Zacchia Rondinini (Osservatorio provinciale sull’immigrazione), mentre Andrea Stuppini (Servizio Politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale della Regione Emilia Romagna) descrive il Programma 2009-2011 per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri.
Oltre agli interventi dei rappresentanti di distretto (Modena, Sassuolo e Castelfranco), partecipano al dibattito Fabio Mosca (Presidente della Consulta provinciale per l’immigrazione), Gino Malaguti (Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale), esponenti del sindacato, dell’Inail, delle associazioni di categoria, delle comunità etniche, delle Aziende sanitarie. Le conclusioni sono affidate a Francesca Maletti (Assessore alle Politiche sociali del Comune di Modena).
I dati elaborati dall’Osservatorio provinciale sull’immigrazione presentano una popolazione straniera in notevole crescita, con un picco rilevato proprio nell’ultimo anno. Al primo gennaio 2009 sono 76.281 gli stranieri residenti in provincia di Modena (di cui circa il 51.2 per cento maschi e il 48.8 femmine), su una popolazione complessiva di quasi 690 mila persone. Dai dati provenienti dalle anagrafi comunali modenesi si evince che l’aumento registrato nel 2008 è di 8.965 unità rispetto all’anno precedente, il più alto dalla regolarizzazione del 2002. In un solo anno la quota di stranieri sul totale della popolazione modenese è passata dal 9.9 all’11.1 per cento.
Oggi gli stranieri sono circa cinque volte più numerosi rispetto a una decina di anni fa ma si è modificata la distribuzione territoriale. La loro concentrazione nella città di Modena (22.857 unità, più 2.787 rispetto all’anno precedente) rappresenta oggi molto meno di un terzo della popolazione immigrata totale, mentre nel 1989 uno straniero su due era residente nel capoluogo.
San Possidonio, nonostante si tratti di una delle poche località dove la presenza di immigrati risulta stabile nel 2008, si conferma il comune modenese con la più alta presenza di stranieri residenti: il 15.5 per cento sull’intera popolazione. Le altre percentuali più elevate si registrano a Spilamberto, dove la quota di stranieri è salita al 14.4 per cento (254 immigrati in più nell’ultimo anno per un totale di 1.719 unità), a Novi con il 14.1 per cento, e a Zocca con il 14 per cento. Sono comunque ben 26 i comuni dove la quota di immigrati residenti supera il 10 per cento.
Rilevante appare la dinamica dei residenti stranieri negli altri comuni modenesi di maggiori dimensioni: nel comune di Carpi si raggiunge il livello di 7.599 unità (più 845 rispetto al 2007 con un aumento dell’12.5 per cento), a Sassuolo 5.099 (più 335), a Castelfranco 3.349 (più 571 pari a un aumento del 20.6 per cento in un solo anno), a Vignola 3.270 (più 482), a Mirandola 3.254 (più 510) e a Formigine 2.066 (più 196).
Gli aumenti boom in termini percentuali si registrano nei comuni della montagna ma sempre con numeri assoluti molto limitati: più 55 per cento a Riolunato (11 nuovi arrivi), più 36.8 per cento a Fiumalbo (14 stranieri in più), 31.7 per cento a Montecreto (20 persone).