Raggiunto un accordo per l’Italtractor di Castelvetro

Alcuni dipendenti dello stabilimento di Castelvetro vengono ricollocati in altre fabbriche del gruppo, tra cui quella di Fanano, per altri avviate le procedure di mobilità e richiesta la Cassa Integrazione Straordinaria. Sulla Cigs accordo in Provincia tra la multinazionale Titan e i sindacati.

Si è conclusa la vertenza relativa all’Italtractor di Castelvetro che riguardava le sorti dello stabilimento e di oltre 150 dipendenti. Presso la sede dell’ Assessorato al Lavoro della Provincia di Modena è stato raggiunto un accordo tra la proprietà (la multinazionale inglese Titan) e i sindacati.

L’accordo sottoscritto venerdì 25 agosto in Provincia prevede per 76 dipendenti (65 operai e 11 impiegati) la richiesta al Ministero del Lavoro della Cassa Integrazioni Guadagni Straordinaria (CIGS), per 12 mesi a decorrere dal 4 settembre, con la motivazione di crisi aziendale e cessazione dell’attività produttiva. Altri nove dipendenti verranno ricollocati con procedura di mobilità nella sede della società collegata Italtractor Itm di Crespellano nel bolognese.

In base ad un accordo diretto tra Titan e sindacati sono invece stati trasferiti in altre sedi del gruppo (Fanano e Crespellano) i rimanenti circa 70 dipendenti che lavoravano nello stabilimento di Castelvetro che viene chiuso. Per tredici di questi sono però state avviate le procedure di mobilità. I dipendenti in cassa integrazione possono optare per la mobilità prima della scadenza della “CIGS”.

Il verbale dell’accordo prevede anche la possibilità di ricollocazione in aziende del gruppo Titan per ulteriori nove dipendenti (in funzione delle competenze professionali) a condizioni economiche non inferiori alle attuali.

«Premesso che quando chiude uno stabilimento non c’è niente da festeggiare – osserva il presidente della Provincia Emilio Sabattini – sono soddisfatto per il raggiungimento di un accordo che consente a decine di lavoratori e alle loro famiglie di superare questo difficile momento e guardare al futuro. E’ stata una vertenza dolorosa e delicata, che rischiava di provocare forti tensioni sociali – ricorda Sabattini – e se oggi si è arrivati alla firma di questo accordo lo si deve al senso di responsabilità dimostrato da quanti, dai sindacati alla proprietà a Confindustria, si sono impegnati per trovare una soluzione».

Tra i più importanti ammortizzatori sociali italiani, la Cassa Integrazione è un intervento di sostegno per lavoratori di aziende in difficoltà.
La cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) interviene per difficoltà temporanee e a carattere transitorio.
La cassa integrazioni guadagni straordinaria (CIGS) è concessa nei casi di crisi, ristrutturazione, riorganizzazione, conversione produttiva, privatizzazioni, fallimento, ecc.
Entrambi gli istituti garantiscono ai lavoratori messi in cassa integrazione, cioè sospesi dal lavoro, un sostegno al reddito.

Si parla di mobilità spesso in seguito a un periodo di Cassa integrazione straordinaria, quando le imprese che hanno beneficiato della CIGS non riescono, per motivi tecnici o produttivi, a reinserire tutti i lavoratori sospesi; il personale eccedente viene licenziato e l’impresa avvia la procedura di mobilità. I lavoratori inseriti nelle liste di mobilità acquisiscono il diritto ad una indennità, nel caso in cui abbiano una anzianità aziendale di almeno 12 mesi e abbiano un contratto continuativo a tempo indeterminato. Le aziende sono incentivate ad assumerli attraverso agevolazioni contributive. La durata del trattamento è di 12 mesi prolungabili a 24 o 36 nel caso di lavoratori che abbiamo raggiunti rispettivamente 40 o 50 anni di età. Il lavoratore viene cancellato dalle liste di mobilità, qualora rifiuti l’iscrizione a un corso di formazione professionale o un lavoro equivalente al precedente con una retribuzione non inferiore del 10%, un impiego di pubblica utilità, o qualora non comunichi all’Inps un impiego a tempo parziale o a tempo determinato.

E’ previsto l’impegno delle parti e degli enti locali per individuare alternative occupazionali sul territorio e strumenti per supportare le assunzioni. «La Provincia farà la propria parte, mettendo in campo attraverso i Centri per l’impiego e i corsi di formazione professionale tutti gli strumenti utili a reperire nuove occasioni lavorative e facilitare il rienserimento. E’ nostra intenzione – conclude il presidente Sabattini – convocare a breve un incontro per verificare l’andamento del processo di ricollocazione dei dipendenti».

Pubblicato: 29 Agosto 2006Ultima modifica: 02 Aprile 2020