Radio FM 1976-2006, trent’anni di libertà di antenna

Dal 30 settembre al 15 ottobre alla Chiesa di San Paolo in via Selmi tappa modenese della mostra itinerante sulla storia delle radio libere italiane

Nel 2006 ricorrono i 30 anni dalla nascita ufficiale delle radio private in Italia. Alla fine del 1975 sono oltre centocinquanta le cosiddette radio pirata che trasmettono in mancanza di legalita’ in una situazione di monopolio RAI. La legalizzazione arriva il 28 luglio 1976 con una sentenza della Corte Costituzionale che di fatto libera le frequenze e dà il via al boom delle radio libere in tutta Italia. Commerciali, politiche o d’informazione: sono questi i tre modelli che caratterizzano le nuove emittenti, quasi tutte a dimensione locale.

La mostra itinerante intitolata “Radio FM 1976-2006-trent’anni di libertà di antenna” si propone di analizzare e ricordare questa esperienza epocale. Inaugurata a Bologna sabato 9 settembre, la mostra viene ospitata in molte altre città italiane e tra queste fa tappa a Modena dal 30 settembre al 15 ottobre, per concludersi poi a Roma il 28 ottobre 2007. Organizzata dalla società Minerva eventi di Bologna, la mostra ha ottenuto a Modena il patrocinio della Provincia e viene allestita presso la chiesa di San Paolo, sede espositiva ufficiale dell’Ente.
Ai patrocini di Regioni, Province e Comuni che ospitano la mostra itinerante si aggiungono quello del Ministero delle Comunicazioni, del Ministero della Pubblica Istruzione e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’esposizione propone modalità di fruizione multisensoriale raccontando la storia delle radio in FM attraverso fotografie, suoni, immagini, musica, jingle, sigle di apertura e chiusura dei programmi, filmati, oggetti, materiali storici, strumentazioni e ricostruzioni d’ambiente. Non manca una sezione interattiva con la possibilita’ per ogni visitatore di formare una propria playlist con la quale scegliere la documentazione da ascoltare.
La registrazione piu’ vecchia presente nell’esposizione è quella fatta da Danilo Dolci che il 25 marzo del 1970 trasmise per la prima volta da Radio Libera Partinico denunciando l’intrusione della mafia nella ricostruzione del terremoto del Belice del 1968.
Le prime radio libere, erano delle irriverenti emittenti radiofoniche amatoriali con un limitato raggio di copertura e strumentazioni assolutamente economiche, che trasmettevano musica e informazione rischiando blitz e chiusure della polizia sfidando il monopolio pubblico della RAI. Inizialmente la loro dinamica comportava una svalutazione dell’idea di palinsesto e una forte valorizzazione dell’improvvisazione, senza censure, avallando la libera creatività ed espressività sia per arricchire e ringiovanire gli stili della comunicazione allora vigente, sia per stabilire contatti sempre più diretti con gli ascoltatori.
Nel programma della mostra si percorre un viaggio tra le oltre 1000 emittenti private esistenti oggi, una galleria cronologica fa rivivere i più importanti avvenimenti che hanno avuto come contesto la radio degli ultimi 30 anni, mentre gli scatti fotografici realizzati dal ferrarese Andrea Samaritani nelle redazioni delle principali radio conducono i visitatori all’interno dei più ascoltati network italiani.

Una sezione della mostra viene dedicata alla storia radiofonica locale delle varie città ospitanti l’evento, alle esperienze radiofoniche e ai personaggi più noti.
Nel caso di Modena viene proposta la storia di Modena Radio City col fondatore Carlo Savigni che si incatenò al trasmettitore quando la polizia tentò di farlo chiudere perché le frequenze della radio disturbavano l’aeroporto di Bologna, la storia di Radio Bruno con Enrico Gualdi che usava il filo in mano per fare da massa e sovrastare i fruscii che disturbavano la trasmissione, la storia di Enzo Natali, oggi a Radio Stella, geniale creatore di programmi che era arrivato a organizzare una caccia al tesoro in aereo, fino alle vicende della mitica Punto Radio di Vasco Rossi, la prima radio modenese, che nel 1976 si era inventata “Porci con le antenne”, una trasmissione in cui si commentavano i programmi delle altre radio parlandoci sopra, anticipando lo stile della Gialappa’s.
Storie di radio e di persone che sono cresciute insieme alla città, storia di uno strumento ascoltato ogni giorno in Italia da parecchi milioni di utenti.

La mostra è collegata all’uscita di una pubblicazione celebrativa sulle radio edita da Minerva Edizioni che contiene 448 pagine a colori con foto, vignette, immagini, interviste, saggi e testimonianze dei protagonisti della nascita e della proliferazione delle radio private.

Pubblicato: 21 Settembre 2006Ultima modifica: 02 Aprile 2020