Popolazione modenese a quota 665 mila

56 mila in più in 10 anni, natalità con segno positivo, la popolazione straniera rappresenta oggi l’8,3 per cento della popolazione complessiva
Nel corso del 2005 la popolazione modenese è cresciuta dello 0,8 per cento, quasi 5.500 persone in più rispetto al 2004: al  1 gennaio di quest’anno alle anagrafi comunali risultano complessivamente 665.272 residenti, circa 56 mila in più rispetto a dieci anni fa. Il dato fa parte dell’analisi sulla popolazione realizzata dal servizio Statistico della Provincia di Modena e, pur confermando la crescita record realizzata negli ultimi anni, presenta anche «una dinamica più contenuta rispetto allo scorso biennio» come ricorda Maurizio Maletti, assessore provinciale alla Programmazione, sottolineando, comunque, che «il territorio modenese è caratterizzato da buone condizioni di vita, da una qualità dello sviluppo del sistema economico e del vivere sociale che rappresentano caratteristiche di forte attrattività per i flussi migratori dall’estero e da altre aree del nostro paese».
Il “rallentamento” della crescita demografica è dovuto in particolare all’esaurimento dell’effetto regolarizzazioni e della sostenuta propensione alla mobilità sul territorio nazionale che caratterizza la popolazione straniera che ha superato quota 55 mila rappresentando oggi l’8,3 per cento della popolazione complessiva.
Uno straniero su tre (il 33,3 per cento) tra quelli residenti in provincia di Modena proviene dall’Africa settentrionale, l’11,8 per cento dal resto del continente africano; il 27,2 per cento è originario di paesi dell’Europa non Ue, il 5,5 per cento proviene dall’Unione europea, il 18,9 per cento dall’Asia e il 3,3 per centro dall’America.
Tra gli effetti dell’immigrazione anche un aumento delle nascite (6.770 nel corso del 2005) che ha portato, per la prima volta dalla fine degli anni Settanta, a un saldo naturale di segno positivo (più 171 unità) al quale contribuiscono anche le generazioni figlie del baby-boom concentrate soprattutto nella fascia tra i 30 e i 44 anni. Il tasso di natalità tra gli stranieri è pari a 26 nati ogni mille abitanti e rappresenta oltre un quinto delle nascite provinciale del 2005.
L’aumento demografico determina anche un aumento delle famiglie  che crescono di 3.999 unità (ora sono oltre 275 mila), in misura maggiore rispetto alla popolazione (più 1,5 per cento contro il più 0,8) riducendo, quindi, l’ampiezza media che oggi è di due 2,41 componenti. Tra le cause principali, spiegano gli esperti, «l’immigrazione, i nuovi comportamenti sociali e l’invecchiamento della popolazione, con la conseguente polverizzazione della dimensione familiare media».

Il dato registrato al 1 gennaio di quest’anno conferma l’attendibilità dello scenario indicato tre anni fa con le previsioni demografiche al 2014: 700 mila abitanti con oltre 313 mila famiglie e circa 90 mila stranieri che rappresenteranno il 13 per cento della popolazione. «Rispetto alle ipotesi – spiega Maletti – siamo anche un po’ in anticipo e questo significa che fin da oggi bisogna attrezzarci per affrontare la crescita di servizi come le scuole (dai nidi alle superiori), il tema della casa e dei servizi di protezione sociale e questioni come quella dell’integrazione».

Pubblicato: 23 Agosto 2006Ultima modifica: 02 Aprile 2020