M*** verofinta

Un video racconta Delfini e la Modena fascista. Presentazione il 5 marzo al teatro San Carlo di Modena

È un collage di realtà e finzione, un continuo incrociarsi tra la Modena onirica, amata e odiata, di Antonio Delfini e la città ufficiale che appare nelle immagini della propaganda fascista il video documentario “M*** verofinta, Antonio Delfini e la Modena fascista” che sarà proiettato mercoledì 5 marzo al Teatro San Carlo di Modena. L’inizio è alle ore 18, l’ingresso è libero.

Il video dura complessivamente poco più di mezz’ora. Al corpo centrale di 19 minuti che mette a confronto, nella Modena degli anni Venti e Trenta, la visione di Antonio Delfini e quella della propaganda fascista, si aggiungono due interviste a Franco Vaccari e ad Alfonso Berardinelli che offrono una preziosa inquadratura storica e letteraria di Delfini; seguono tre minuti particolarmente significativi che ritraggono la casa di Delfini che oggi ospita la sezione penale del Tribunale di Modena; chiude una ricca appendice che ripropone la città attraverso i filmati Luce, parte dei quali si trovano naturalmente nel documentario principale.

Il video è stato curato da Stefano Calabrese, docente di Semiotica del testo all’Università di Modena e Reggio, e sarà distribuito nelle scuole. Il progetto è promosso dall’associazione Amici del Muratori, con il contributo della Provincia di Modena e della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, con il patrocinio del Fotomuseo Panini e dell’Università.         
«Dopo aver promosso nel 2007, centenario della nascita, il Premio di poesia “Antonio Delfini” – dichiara Andrea Landi, presidente della Fondazione – proseguiamo nell’omaggio all’autore modenese con un’iniziativa si colloca nel panorama delle attività alle quali la Fondazione collabora nell’obiettivo di promuovere i caratteri e le tradizioni culturali del territorio».
Il corpo centrale del documentario alterna immagini suggestive di cui in parte fu autore lo stesso Delfini, a quelle degli eventi ufficiali come la visita di Starace o le esercitazioni ginnico-militari degli allievi dell’Accademia. Le “visioni delfiniane” dominano il racconto per immagini in cui la musica si fonde con le parole dello scrittore e diventa elemento centrale per compiere il salto tra il suo universo e l’immaginario fascista.
«Con “M*** verofinta” si vuole dare avvio a una vera e propria documentazione multimediale della cittàspiega Calabrese – e proporre la riformulazione di nuove ipotesi di spazi urbani. E’, di fatto, la prima pietra per un cine-museo da affiancare all’attuale Fotomuseo Panini da realizzare raccogliendo filmati amatoriali del Novecento attraverso gli archivi, anche privati. Infine, con la nascitura Fondazione Enzo Biagi si intende legare all’Università il progetto di sperimentare e regolamentare l’informazione a mezzo video, in tutte le sue forme storiche e giornalistiche».
Pubblicato: 03 Marzo 2008Ultima modifica: 11 Aprile 2020