La Festa di San Geminiano

Il 31 gennaio è la festa del Patrono di Modena. Esposte in Duomo le reliquie del santo, nelle vie e piazze del centro il Corteo Storico e la fiera con le tradizionali bancarelle, 33a edizione della Corrida, gara podistica internazionale.

Il 31 gennaio di ogni anno la città di Modena si ferma per celebrare il proprio patrono San Geminiano. La festa è caratterizzata dal folklore legato al culto del santo vissuto nel quarto secolo dopo Cristo, con l’esposizione in Duomo delle reliquie di colui che è stato cronologicamente il secondo vescovo di Modena e che è risultato il religioso più amato e venerato da parte della comunità modenese.
Nel corso della mattina si svolge il Corteo Storico che parte dal palazzo comunale e che rappresenta l’omaggio delle autorità civili cittadine alle autorità religiose e al patrono stesso, con l’offerta dei ceri e dell’olio per la lampada che illumina il sepolcro del santo situato nella Cripta del Duomo.
Gli aspetti più popolari di questa festività sono poi espressi nella tradizionale fiera cittadina, con le bancarelle che popolano fino a sera il centro della città brulicante di visitatori provenienti da tutto il territorio modenese, dalla pianura come dalla montagna.
Non mancano i visitatori “forestieri”, che in questa giornata hanno la possibilità di penetrare nel “cuore” della tradizione modenese come in poche altre occasioni potrebbe accadere.
Anche la Corrida di San Geminiano contiene il proprio preciso riferimento al Santo modenese patrono della città. Infatti il percorso di questa gara podistica internazionale si svolge da Modena a Cognento, il paese natale di San Geminiano, per poi concludersi a Modena nel Parco Novi Sad.

SAN GEMINIANO PROTETTORE DI MODENA
La storia della vita di San Geminiano è intrecciata con alcune leggende e credenze tramandate dal culto religioso.
La tradizione vuole che S.Geminiano nasca intorno al 312 da una famiglia di coloni romani. Luogo di nascita di San Geminiano è Cognento (a 6 km circa da Modena) dove ora è posto un tempietto a lui dedicato, con una fonte d’acqua benedetta, mentre una serie di affreschi ricorda i miracoli che gli sono stati attribuiti.
Il periodo in cui vive e opera è quello caratterizzato dall’editto di Costantino (emanato nel 313, un anno dopo la nascita di Geminiano) che concede la libertà di culto al Cristianesimo, creando le basi per la successiva libera espansione della chiesa all’interno dell’impero romano, dopo tre secoli di martirio.
Il primo vescovo di Modena Antonio (o Antonino) chiama Geminiano a far parte del clero, e lo fa diventare il suo diacono. Intorno al 350, dopo la morte di Antonio, per volontà del popolo dei fedeli Geminiano viene acclamato come nuovo vescovo, dopo avere manifestato una iniziale ritrosia.
Geminiano termina la sua esistenza il 31 gennaio 397, dopo circa un quarantennio di vita episcopale nel corso del quale ha contribuito personalmente a diffondere e rafforzare la conoscenza e la pratica del Cristianesimo nei suoi concittadini, molti dei quali pagani.
S.Geminiano è stato considerato anche un’esorcista, ruolo per il quale viene spesso ricordato nell’iconografia e nella memoria popolare, pure presso altre città da lui visitate, con la credenza di un potere a lui attribuito “di scacciare i demoni dai corpi degli ossessi” e di compiere altri prodigi.
L’episodio più famoso in tal senso è la sua chiamata a Costantinopoli da parte dell’imperatore Gioviano, con il compito di sanare la figlia indemoniata. Questo viaggio, la guarigione e il ritorno del vescovo a Modena sono rappresentati nei bassorilievi del Wiligelmo che ornano la “Porta dei Principi” nel Duomo. Il Duomo stesso è stato eretto sulla tomba di San Geminiano.

Le leggende che hanno contribuito a rendere San Geminiano il protettore della città di Modena sono legate a due episodi in cui si è supposto l’intervento della forza spirituale del santo che anche da morto sarebbe stato in grado di intercedere a favore della città.
La leggenda più famosa è quella che si riferisce all’anno 452, nel periodo delle invasioni barbariche. Si dice che Attila il re degli Unni si apprestasse a mettere a ferro e fuoco anche Modena. I modenesi si raccolgono a pregare sulla tomba di San Geminiano, nel cielo splende un sole bellissimo, ma ad un tratto per l’intervento del santo cala una nebbia fittissima che nasconde la città. Gli Unni la oltrepassano senza vederla e la città viene salvata.
Parecchi secoli dopo, l’altra leggenda riguarda l’apparizione di san Geminiano a Carlo D’Amoise, comandante delle milizie francesi che nel 1511 ugualmente minacciano Modena: la leggenda narra che nella notte tra il 17 ed il 18 febbraio 1511 san Geminiano appare ai francesi con un aspetto terrificante, quasi di demone. A tale visione il capitano e le sue truppe si spaventano e retrocedono precipitosamente. Molti soldati periscono annegati nel fiume Secchia, lo stesso comandante poi muore in circostanze poco chiare e la minaccia su Modena svanisce.

Alla conclamata importanza in ambito religioso per la figura del santo si aggiunge successivamente un riconoscimento simbolico sempre più rilevante anche a livello delle autorità civili e laiche. Già dal 1327 in poi San Geminiano comincia ad apparire negli Statuti. Viene rappresentato su un cavallo bianco, con il mantello giallo e con la croce blu. Successivamente nelle raffigurazioni degli Statuti appare anche l’aquila (simbolo del duca che accompagna San Geminiano).

La solenne celebrazione religiosa del 31 gennaio prevede che il sepolcro posto nella cripta del Duomo venga scoperchiato per offrire alla venerazione dei fedeli i resti del santo. Alla Messa viene impartita la benedizione con le reliquie ed è presente una delegazione con gonfalone della città di Pontremoli, di cui San Geminiano è ugualmente patrono.

Il Corteo Storico celebra simbolicamente la riunione delle autorità comunali con quelle ecclesiastiche nel segno di San Geminiano. I Valletti comunali in livrea giallo blu vanno in processione con partenza alle 10 e 20 dal Municipio verso il Duomo portando grandi ceri e indossando abiti e parrucche rinascimentali. L’antichissima tradizione ha visto spesso anche la partecipazione del Sindaco e degli Assessori, l’obiettivo è quello di portare in offerta i ceri e l’olio per la lampada che nella cripta del Duomo arde perennemente davanti al sepolcro del patrono.

LA FIERA
Dalle 8,30 alle 20 di mercoledì 31 gennaio le strade e le piazze del Centro Storico sono interessate dalla tradizionale fiera che vede la presenza di centinaia di ambulanti che propongono tra l’altro golosità gastronomiche, oggetti per la casa, capi d’abbigliamento, oggetti d’artigianato.
I banchi vengono allestiti in Largo Sant’Agostino, Piazzale Erri, Piazza Muratori, Piazza Grande, Piazza Matteotti, Piazza Mazzini, Corso Canalchiaro, Corso Duomo, Corso Canalgrande, via Università, Via Castellaro, Via Scudari, Via Canalino, Piazzale San Francesco, Calle di Luca e Via Emilia centro.
La vecchia grande fiera riempie di colore tutto il Centro Storico della città e riunisce giovani e adulti in quella tradizionale atmosfera paesana che caratterizza tutte le sagre e fiere genuine. Non manca qualche goliardica trasgressione pre-carnevalesca da parte dei ragazzi a spese dei coetanei, con l’utilizzo di coriandoli e bombolette di schiuma, sotto l’occhio vigile e paziente degli adulti, affinchè non venga sorpassato un certo limite.
Un proverbio in dialetto modenese fa capire quante persone affluiscano a Modena in occasione della fiera: “Per la fera ed San Zemian la muntagna vin al pian e la basa vin in di deintoren e a Modna an gh’n sta piò nisun” (Per la fiera di San Geminiano dalla montagna vengono giù, dalla bassa vengono su e a Modena non ci si sta più).

XXXIII CORRIDA DI SAN GEMINIANO
Alle 14.30 partono da via Berengario presso il Parco Novi Sad sia la trentatreesima edizione della Corrida di San Geminiano che la terza corsa della Pace per la Fratellanza tra i popoli. La prima è una gara internazionale di corsa su strada di km 13,350 e la seconda una minicorrida non competitiva aperta a tutti di km 3.
La corsa principale si svolge dal 1973 su un percorso che porta a Cognento, luogo di nascita di San Geminiano, per poi ritornare a Modena con arrivo al Parco Novi Sad.
La manifestazione ha raggiunto nel tempo un elevato valore agonistico e ha ospitato alcuni tra i più grandi atleti del mezzo fondo e del fondo italiani e stranieri. Tra gli italiani si ricorda la partecipazione di Cindolo, Arese, Fava, Ortis, Pimazzoni, Bordin, Baldini, Guida, Cova, Mei, Magnani, tra questi vi sono atleti che hanno conquistato medaglie sia olimpiche che mondiali.
L’ultima vittoria di un italiano risale al 1995 con l’olimpionico Stefano Baldini. Dal 1996 in poi si sono imposti nella gara competitiva prevalentemente gli atleti degli altopiani keniani.
La manifestazione è stata anche quest’anno organizzata dall’associazione sportiva di atletica leggera La Fratellanza di Modena e, pur salvaguardando la competitività di alto livello, tra gli scopi c’è sempre stato quello di rendere concreta per i semplici appassionati la possibilità di misurarsi con alcuni dei più forti professionisti del podismo italiano e internazionale.

Pubblicato: 29 Gennaio 2007Ultima modifica: 30 Gennaio 2007