La ventitreesima edizione del festival Jazz In’It è in programma da venerdì 27 a domenica 29 maggio nella nuova sede del teatro Ermanno Fabbri di Vignola, in via Minghelli 11. Si tratta di una delle rassegne jazzistiche più blasonate del panorama nazionale, organizzata a cura del Vignola Jazz Club in collaborazione con Comune di Vignola e Regione Emilia Romagna, e con il sostegno della Fondazione di Vignola e di alcuni sponsor. La rassegna prosegue la lunga stagione jazzistica vignolese che da gennaio ad aprile di quest’anno ha visto alternarsi sul palcoscenico del teatro Fabbri musicisti come Abdullah Ibrahim, Scott Hamilton, Franco Ambrosetti, Geri Allen, Salvatore Bonafede.
L’edizione 2011 del festival è dedicata alle figure del bassista e contrabbassista come band leader. Spesso relegati nell’immaginario collettivo al posto di comprimari, indispensabili ma di secondo piano, soprattutto da Charles Mingus in poi non sono stati pochi i bassisti e contrabbassisti che hanno saputo ritagliarsi una posizione primaria nelle formazioni jazzistiche.
Si inizia venerdì 27 maggio con due celebri musicisti italiani, leader in formazioni che hanno segnato la storia del jazz nostrano.
Il primo a salire sul palco è Dario Deidda, virtuoso del basso elettrico (vincitore del Jazzit Award 2010), considerato uno dei migliori bassisti al mondo, e, nonostante la giovane età, già da tempo band leader rispettato e conteso da tutti i festival. Deidda apre il Festival con il suo trio.
La seconda esibizione è quella di Giovanni Tommaso, fondatore del Perigeo, il mitico gruppo che introdusse l’elettrificazione nel jazz italiano degli anni settanta, e poi successivamente del Gt Quintet e degli Apogeo. Al festival vignolese si presenta accompagnato da Danilo Rea al pianoforte e Alessandro Paternesi alla batteria, uno dei migliori giovani musicisti della scena jazzistica nazionale.
Proprio la figura di Mingus, troppo presto strappata alle scene musicali, viene evocata nella serata di sabato 28 maggio da una formazione nata in pratica sotto la sua egida: il Jack Walrath quintet, capitanato da uno dei musicisti più vicini a Mingus nel suo ultimo decennio, il trombettista di album come Changes One & Two, accompagnato da un gruppo di strumentisti assolutamente straordinari quali il pianista Orrin Evans (Pew Fellowships in the Arts 2010), Abraham Burton, un sax dalla voce squisita, Donald Edwards, già batterista della Mingus Big Band/Orchestra, ma soprattutto il bassista Boris Kozlov, Musical Director della Mingus Big Band e del Mingus Dinasty project, praticamente una eredità ufficiale. La band si esibisce a Vignola nell’unica data italiana.
Nella stessa serata, una giovane ma brillante formazione di sassofonisti, Saxofollia, tra le realtà più promettenti del panorama italiano, presenta, tra gli altri brani, una suite originale intitolata “Variazioni su un Tema di Mingus”, scritta appositamente per il quartetto dal compositore Roberto Sansuini e dedicata al grande contrabbassista afroamericano.
Domenica 29 maggio, terza ed ultima serata della rassegna, la figura del bassista come band leader viene celebrata da Kyle Eastwood, il musicista figlio del grande attore e regista americano Clint Eastwood, la cui carriera magari potrebbe anche essere essere stata agevolata, in origine, da “tanto” cognome, avendo avuto l’opportunità di comporre le colonne sonore dei film girati dal padre, ma che ha poi confermato nei fatti doti creative e personalità di assoluto rilievo. Accompagnato dalla sua band, Kyle Eastwood propone a Jazz in ‘it il suo nuovissimo album “Songs from the chateau”, in prima nazionale: è lui, oggi, uno degli interpreti più convincenti di un ruolo tanto impegnativo.
Tutti i concerti hanno inizio alle ore 21. Il biglietto di ingresso per ogni serata è di 15 euro, è previsto un abbonamento per tutti gli appuntamenti al costo di 35 euro. Il Festival è compreso nella tessera sostenitori Vignola Jazz Club.
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