Venerdì 28 settembre in un incontro presso la sede della Provincia si è fatto il punto sull’attuazione del Piano di risanamento dell’aria approvato dal Consiglio provinciale nello scorso mese di marzo. Hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti di Comuni, Arpa, Agenzia per mobilità e associazioni di categoria (Cna, Coldiretti, Confcooperative, Confindustria, Apmi, e Confesercenti).
“Il traffico – ha sottolineato l’Assessore provinciale all’ambiente Alberto Caldana – resta una delle principali cause della cattiva qualità dell’aria. Per migliorare la situazione sono utili gli interventi di emergenza come il blocco dei mezzi più inquinanti ma occorre avviare anche un’azione decisa e coordinata tra diversi soggetti pubblici e privati di medio periodo per agire sulle cause strutturali. Il Piano indica le azioni che riteniamo necessarie, i soggetti competenti e le opportunità di finanziamento”.
Tra gli interventi strutturali sul traffico previsti dal Piano di risanamento e già avviati, nel corso dell’incontro si è focalizzata l’attenzione sul buon andamento del servizio Cityporto, una piattaforma logistica urbana per il trasporto merci che è già stata sperimentato con successo in altre zone d’Italia come ad esempio nella città di Padova. Il servizio mira a ridurre lo smog nel centro storico delle città provocato da furgoni e camioncini che consegnano le merci. Al momento a disposizione a Modena c’è un solo veicolo elettrico che effettua le consegne in centro storico al posto dei mezzi inquinanti degli autotrasportatori, ma sono previsti a breve altri due veicoli per potenziare il servizio. Nel mese di settembre sono state effettuate in questo modo 228 spedizioni per un totale di 2151 colli, in costante aumento.
Nel punto sulla manovra antismog si è sottolineato che finora sono nove i comuni modenesi che hanno aderito con diverse articolazioni: Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Fiorano, Formigine, Maranello, Sassuolo, Savignano e Vignola. Sono quindi ancora parecchi i comuni che mancano all’appello, il Piano approvato a marzo in effetti riguarda tutta la Provincia, anche se ha individuato due zone considerate più a rischio: tutta la fascia centrale del territorio modenese (Modena, Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Carpi, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Nonantola, S.Cesario, Soliera e Spilamberto) e il distretto ceramico (Sassuolo, Castelvetro, Fiorano, Formigine e Maranello).
Nel corso dell’incontro sono state analizzate anche le altre azioni strutturali previste dal piano antismog.
Tra queste vi sono:
– i nuovi orari per il carico e lo scarico delle merci
– il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico per le scuole e per le imprese, con bus navetta per i poli industriali e l’obiettivo di arrivare ad almeno 100 imprese che adottino l’esperienza di trasporto collettivo dei dipendenti già sperimentata con successo dalla Tetrapak di Modena
– i maggiori controlli sulle emissioni delle imprese, la riduzione dell’utilizzo di solventi organici e la realizzazione di aree produttive ecologicamente attrezzate
– i contributi per installare caldaie ad alta efficienza, per convertire l’auto a metano o gpl e per l’acquisto di mezzi elettrici
– il potenziamento della rete delle piste ciclabili
– il necessario accordo cui bisogna pervenire con società Autostrade per realizzare opere di riduzione dell’elevato impatto inquinante delle due grandi autostrade che attraversano il territorio modenese
– l’estensione del divieto di circolazione ai mezzi più inquinanti in tutti i comuni considerati a maggiore rischio.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto si è verificato che esistono problemi burocratici per ottenere l’omologazione dei filtri antiparticolato che possono esser installati sulle vetture diesel Euro 2. L’assessore Caldana ha annunciato l’avvio di un tavolo tecnico per risolvere questo intoppo in tempi utili per consentire agli automobilisti di continuare a circolare installando i filtri prima del blocco previsto da gennaio.
Nel corso dell’incontro si è fatto anche il punto sulla situazione dell’aria nel territorio modenese. Dalla relazione di Luisa Guerra dell’Arpa è emerso che l’andamento delle concentrazioni delle polveri sottili nell’aria sono stazionarie anche se solo nel 2006 i superamenti dei limiti previsti dalla normativa a tutela della salute dei cittadini si sono verificati 130 volte in via Giardini a Modena e 101 volte a Carpi, mentre le legge prevede un massimo di 35 superamenti. Oltre i limiti anche il biossido di azoto e l’ozono, bene invece il benzene e monossido di carbonio.
Come previsto dal Piano provinciale, nei prossimi giorni presso il Parco Ferrari di Modena entra poi in funzione la centralina di rilevamento delle pm 2,5. Si tratta di polveri ancora più pericolose delle pm 10, le sole rilevate finora.