Gas di Rivara

La Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell'Ambiente ha espresso un parere negativo sul progetto di deposito sotterraneo di gas metano a Rivara di S.Felice. Sabattini: "La vicenda può ora avviarsi a conclusione definitiva".

La vicenda del progetto di deposito sotterraneo di gas metano a Rivara di S.Felice ha registrato una svolta decisiva con il parere della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente. La notizia tanto attesa è arrivata nel tardo pomeriggio di martedì 24 luglio: il giudizio espresso è negativo, in queste condizioni la concessione alla ditta Independent non viene affidata.

In attesa di conoscere nel dettaglio le motivazioni della Commissione di Via, il Presidente Emilio Sabattini si dice “soddisfatto e fiducioso. La Provincia di Modena, i Comuni dell’area Nord, la Regione Emilia Romagna e, adesso, anche la Commissione del ministero dell’Ambiente sostengono che non ci sono le condizioni per mandare avanti quel progetto. Pensiamo quindi che adesso la vicenda possa avviarsi a conclusione definitiva”.

Ma ecco un riepilogo dei fatti salienti che si sono succeduti fino a questa importante risoluzione del Governo.

I tecnici della ditta Independent Gas Management hanno proposto alcuni anni fa al ministero per lo Sviluppo economico un progetto per lo stoccaggio di gas metano in località Rivara nel comune di S.Felice.
Il precedente Governo presieduto da Silvio Berlusconi ha avviato le procedure necessarie per la concessione nel 2002.
I cittadini contrari al progetto hanno però fatto sentire la loro voce tramite un Comitato Salute e ambiente.
Si è così creata una forte tensione sociale anche in seguito ad un deficit di trasparenza nei rapporti tra la ditta Independent con la popolazione e gli enti locali modenesi interessati, in primo luogo i comuni dell’Area Nord.

In questa situazione la Provincia è quindi intervenuta direttamente con il Presidente Emilio Sabattini e l’Assessore all’Ambiente Alberto Caldana. Il 6 dicembre del 2006 è stato convocato in Provincia un incontro per l’illustrazione del progetto da parte dei tecnici della ditta Independent, presente anche il comitato di cittadini contrari.

In questa prima fase interlocutoria la Provincia ha messo a disposizione un Tavolo di confronto fra tutti i soggetti e ha poi operato in direzione di un percorso trasparente e per una maggiore informazione globale e diffusa sulla questione. Emilio Sabattini ha quindi scritto una lettera al Ministero per chiedere una proroga rispetto alla scadenza fissata per la pronuncia sulla compatibilità ambientale o in alternativa per chiedere di sospendere la procedura onde permettere una indagine più approfondita, al fine di tutelare gli interessi dei cittadini e del territorio.

L’argomento è stato discusso ancora sabato 16 dicembre in un incontro nella sede della Provincia tra i rappresentanti delle istituzioni modenesi e il ministro per l’Attuazione del programma Giulio Santagata e successivamente il 22 gennaio 2007 a Roma a Palazzo Chigi, sempre con il ministro per l’Attuazione del programma di governo Giulio Santagata, insieme con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta e rappresentanti del ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. All’incontro sono stati presenti, oltre al presidente Sabattini, i sindaci dei Comuni di San Felice, Finale Emilia, Camposanto, Mirandola e San Possidonio, l’assessore all’Ambiente della Regione Emilia Romagna Lino Zanichelli e i parlamentari modenesi Ivano Miglioli e Manuela Ghizzoni.

E’ evidente come la Provincia abbia svolto fino in fondo il suo ruolo irrinunciabile di ente locale di coordinamento per dibattere nel modo più approfondito possibile la questione, senza pregiudizi.

Una fase decisiva si è poi verificata nel mese di marzo del 2007 quando, in attesa del parere della Commissione Ministeriale di Impatto Ambientale, si è decisa la costituzione di un gruppo di tecnici esperti per produrre uno studio in grado di fornire una maggiore consapevolezza sui problemi in campo. Il gruppo è stato composto da professori delle università di Modena e Bologna, da ingegneri, geologi e altri scienziati, nominati dalla Provincia, dall’Università, dall’Arpa, dall’Ausl, dai comuni interessati. Il coordinamento è stato affidato all’Ingegnere Alberto Pedrazzi, dirigente del Servizio Risorse del territorio e impatto ambientale della Provincia, e al geologo Daniela Smerieri, referente del Servizio di Coordinamento delle politiche ambientali dell’Unione dei Comuni.

Il responso dei tecnici è stato negativo, in sostanza si è rilevato che la documentazione contenuta nello Studio di impatto ambientale del progetto di stoccaggio di gas a Rivara presentato dalla ditta Independent è insufficiente e lacunosa per molti aspetti fondamentali, in particolare per quanto riguarda la sicurezza delle persone e la tutela dell’ambiente. Gravi indeterminazioni di rilevanti aspetti inerenti alla conformazione geologica del sito, elementi contradditori se confrontati con le evidenze riportate nella letteratura sullo stato del sottosuolo, insufficiente verifica dei flussi di gas dal serbatoio alla superficie, insufficiente valutazione di incidenza dell’impatto sull’habitat di specie animali e vegetali: questi sono solo alcuni degli aspetti negativi che sono emersi dallo studio.

In seguito al resoconto fatto dal gruppo di lavoro, la posizione della Provincia in merito al progetto è divenuta nettamente negativa e il giorno 11 luglio ai consulenti dell’Independent Gas Management il Presidente Sabattini ha ribadito le ragioni del “no”, sancite anche da un documento votato all’unanimità dal consiglio provinciale in precedenza. Le ragioni sono dettate fondamentalmente dalle valutazioni negative sul progetto, inerenti la conformazione geologica del sito, oltre a carenze per quanto riguarda la sicurezza e l’impatto ambientale.

Il seguito della vicenda è poi la storia più recente: dopo un ulteriore interlocutorio incontro in Provincia col Ministro Santagata il giorno 23 luglio, finalmente il parere espresso martedì 24 luglio dalla Commissione Ministeriale di VIA che blocca l’iter procedurale del progetto.

Pubblicato: 25 Luglio 2007Ultima modifica: 21 Aprile 2020