Cambia la manovra sui conti pubblici, salvando dagli effetti più devastanti gli enti locali che rispettano il Patto di stabilità, come la Provincia di Modena, ma non cambia il giudizio politico del presidente della Provincia Emilio Sabattini sulla cosiddetta “manovrina”: “Le proteste a qualcosa sono servite, ma il provvedimento rimane una stangata che determina un aumento delle tasse e incide profondamente sul sistema delle garanzie sociali colpendo indiscriminatamente tutti i cittadini”.
Il maxi emendamento alla manovra sui conti pubblici, sul quale il governo ha intenzione di porre la fiducia (il voto è previsto oggi alle 18,30 alla Camera), prevede di limitare il taglio alle spese del 10 per cento per gli enti locali “virtuosi” (in regola con i parametri del Patto di stabilità interno negli anni scorsi e anche nei primi sei mesi del 2004) solamente a quelle non già impegnate entro il 12 luglio.
“In compenso aumentano le marche da bollo, le tasse sugli immobili, quelle sui mutui, al ministero del Welfare mancheranno 479 milioni di euro e rimangono inalterati gli altri effetti del decreto sugli enti locali” commenta Sabattini che ribadisce l’inaccettabilità di un provvedimento di “ingerenza nelle scelte di Province e Comuni preso con l’assoluta mancanza di consultazione e di un corretto rapporto istituzionale”.
Dalle prime valutazioni tecniche, il taglio sulla Provincia di Modena, che sulla base del decreto era stimato in circa sei milioni di euro, si ridurrebbe in virtù delle modifiche a poco meno di un milione. Rimarrebbero confermati, invece, gli altri provvedimenti contestati come aver previsto per i dirigenti la sanzione dell’illecito disciplinare, che determina danno erariale, per gli “sfondamenti” con il rischio di bloccare l’attività amministrativa: “I dirigenti che devono impegnare la spesa, infatti, vorranno prima verificare il mantenimento del limite imposto dal decreto”.