“Il potenziamento dell’inceneritore sarà realizzato applicando le più moderne tecnologie che sono capaci di contenere le emissioni a livelli sempre inferiori ai limiti di legge. Ma nel caso di un ulteriore sviluppo di queste tecniche, la Provincia si impegna a prescriverne l’uso nell’ambito dell’autorizzazione al funzionamento dell’impianto”. Lo ha affermato Alberto Caldana, assessore provinciale all’Ambiente, rispondendo durante il Consiglio provinciale di oggi, lunedì 23 gennaio, ad una interpellanza con la quale Aldo Imperiale (Prc) ha sollecitato, per la quarta linea dell’inceneritore di via Caruso, l’utilizzo di una più moderna tecnologia, denominata, reazione selettiva catalitica.
“Questa tecnologia – ha affermato Imperiale – riduce le emissioni di ossido di azoto del 90 per cento, mentre quella scelta nel progetto arriva al massimo al 70 per cento. Perché non è stata scelta questa, come è stato fatto a Rimini?”.
Caldana ha sottolineato che entrambi i processi rientrano fra le tecniche più innovative individuate dalla Commissione europea. “In ogni caso – ha aggiunta Caldana – a prescindere dalle tecnologie impiegate, sono previste articolate procedure di monitoraggio supplementari associate a sistemi di rilevamento e registrazione in continuo dei sistemi di abbattimento degli inquinanti”.
Nella replica Imperiale, dichiarandosi “parzialmente soddisfatto della risposta”, ha voluto evidenziare che “rimane la nostra più assoluta contrarietà alla scelta di potenziare l’inceneritore perché la strategia vincente è racchiusa nello slogan “rifiuti zero”, ma ora occorre impegnarsi per ridurre il più possibile l’impatto ambientale. Se la Provincia auspica un miglioramento delle tecnologie significa che il progetto iniziale non è intoccabile e che forse alcune scelte sono state quantomeno affrettate”.
Durante la seduta Caldana ha risposto ad un’altra interrogazione sull’inceneritore, presentata da Walter Telleri (Verdi) che ha chiesto se esiste un accordo tra Comuni e Hera-Meta per “garantire il conferimento di un quantitativo minimo di rifiuti, con tanto di penali”. Caldana ha risposto che tale accordo non esiste e che il punto di riferimento su questo tema rimane il Piano provinciale rifiuti approvato nel maggio 2005.