“La persona prima di tutto” il libro di Diego Poluzzi. Fotografo friulano nato ai piedi della Ghirlandina

Diego Poluzzi, fiero di essere nato ai piedi della Ghirlandina, con origini friulane e bolognesi, dal 1975 lavora nel mondo della fotografia, prima come socio di un fotolaboratorio, poi con un suo studio personale. Per anni fotoreporter della Gazzetta di Modena, ha collaborato con case editrici, agenzie e riviste di vario genere. Ha fatto parte del Direttivo Comunicazione di CNA Modena.

Ha pubblicato edizioni speciali artistiche come “Fermento Divino”, “Il treno della memoria, cartoline da Auschwitz”, “Le cartoline d’autore” di Modenamoremio e i calendari modenesi insieme a Stefano Selmi. Le sue immagini sono parte integrante dei volumi monografici dedicati ad alcune eccellenze enogastronomiche modenesi di Luca Bonacini per la serie della Confraternita edita da Artestampa. Grazie alla sua esperienza di ‘fotografo di strada’ si ritiene un testimone di decenni della storia della modenesità,  contenitore vivente di emozioni, momenti e persone.

Per Diego Poluzzi «L’elenco dei ringraziamenti è lungo e inizia con il dr. Marco Franchini che ha avuto l’idea iniziale di questo percorso, appoggiato poi da tutto il personale ASP. Caro Marco, non mi hai mai messo briglie o dato consigli su come si sarebbe potuto impostare o fare: Grazie anche per questo. Un sincero grazie a Paola e Eugenia senza dimenticare tutto il personale dei vari centri che ho visitato. Vorrei poter ringraziare di persona tutti i bimbi, gli anziani e i fragili che mi hanno fatto entrare nella loro dimensione. Ho un po’ di nostalgia per questi incontri. Grazie a Filippo Molinari, ci conosciamo da molti anni, senza il suo prezioso contributo non avremmo potuto pubblicare questa storia perché lui ci ha creduto da subito. Angelo Giovannini è il coordinatore di questo libro ma non solo. Consigli Preziosi, linee guida chiare e precise, non vorrei esagerare ma il tutto condito con affetto! Sono grato anche alla mia famiglia che mi ha aiutato in questa avventura ma vorrei ricordare papà e mamma che mi hanno insegnato fin da piccolo che ci sono anche gli ‘altri’. E un grazie speciale anche a quelle lacrime che sono scese e a quei momenti di euforia intensa che mi hanno tanto arricchito».

Pubblicato: 12 Dicembre 2025