Sono sei i ragazzi che due giorni alla settimana seguono le lezioni a distanza dall’aula attrezzata di Montese collegati con la propria classe del Cavazzi di Pavullo grazie a computer, web-cam e al sistema della videoconferenza. Sono queste infatti, le caratteristiche del progetto Eco che prevede la possibilità per alcuni studenti di prima superiore residenti nell’alto Appennino modenese di seguire le lezioni senza dover sempre percorrere la strada per raggiungere la propria scuola.
Il progetto, promosso dalla Provincia con le risorse del Fondo sociale europeo, è già giunto al secondo anno di sperimentazione e, oltre alla novità del Cavazzi di Pavullo collegato con Montese, prevede anche la conferma dell’esperienza del Don Magnani di Sassuolo collegato con Montefiorino. Nei centri montani sono allestiti i cosiddetti “poli remoti” dove, con l’assistenza di tutor, i ragazzi della zona due giorni della settimana possono seguire il lavoro della propria classe, partecipare alle esercitazioni e, naturalmente, essere interrogati. Tutta la classe, invece, ha disposizione un sito internet organizzato proprio come una scuola virtuale con “aule”, servizi, “sale insegnanti” e sistemi di comunicazione a distanza pensati per fare dialogare tutti: gli studenti con i docenti, ma anche con altri studenti, lo stesso per i docenti e i tutor.
“La sperimentazione si rivolge ai ragazzi del primo anno delle superiori – spiega Claudio Bergianti, assessore all’Istruzione – e non sostituisce la frequenza, ma permette di evitare alcuni giorni alla settimana il trasferimento a scuola sostituendo il viaggio con i collegamenti a distanza. Attenuare questo disagio contribuisce a contrastare il fenomeno della dispersione e ad ampliare l’offerta scolastica, non limitando la scelta degli studenti ai soli indirizzi disponibili nella zona di residenza”.
Le attrezzature rimarranno in dotazione alle scuole anche al termine della sperimentazione, ma il progetto prevede anche l’assistenza e la formazione di insegnanti e tutor, così come lo sviluppo di nuove metodologie didattiche con l’utilizzo di internet. “E’ un’esperienza preziosa anche per gli insegnanti che hanno accettato la sfida dell’innovazione – aggiunge Bergianti – approfondendo l’utilizzo di nuove modalità didattiche”.