Venerdì 14 aprile, Venerdì Santo della liturgia pasquale, si svolge a Frassinoro la tradizionale Via Crucis vivente. L’evento viene rappresentato ogni tre anni e l’edizione 2006 rappresenta quella del centenario: la prima Via Crucis di Frassinoro, infatti, risale al 13 aprile del 1906.
La rappresentazione religiosa inizia alle 21 (alle 20 la funzione in Abbazia) e si svolge lungo le vie del paese illuminate dalle torce, in un’atmosfera particolarmente suggestiva e con la partecipazione di oltre 200 figuranti a interpretare i diversi personaggi. Gli organizzatori consigliano di arrivare in paese entro le 19. Come negli scorsi anni, infatti, sono attese migliaia di persone «per un appuntamento che ha un grande significato religioso e rappresenta uno dei migliori esempi del profondo valore culturale che può assumere la devozione popolare» sottolinea l’assessore provinciale alla Cultura e al turismo Beniamino Grandi ricordando anche l’importanza turistica dell’iniziativa per tutta la zona.
La manifestazione è organizzata dalla Parrocchia e dal Comitato Via Crucis di Frassinoro con la collaborazione del Comune, della Comunità montana Appennino Modena Ovest e della Provincia di Modena. Per il pubblico è previsto un contributo di un euro. Informazioni: www.frassinoro.net.
Il percorso è scandito da 15 stazioni dedicate alla Passione di Cristo (le 14 tradizionali a cui si aggiunge la scena introduttiva relativa all’Orto degli ulivi) “interpretate” da oltre 200 figuranti in costume d’epoca. I visitatori sfilano davanti alle stazioni, accompagnati a musica sacra e brani del Vangelo, lungo un percorso di circa un chilometro e mezzo con partenza e arrivo dall’Abbazia di Frassinoro.
La manifestazione coinvolge tutto il paese, fin dalla fase di allestimento delle stazioni: un grande cantiere al quale lavorano centinaia di persone con notevole impegno per realizzare una vera e propria ricostruzione storica dedicata alla vita della Palestina di duemila anni fa.
La prima edizione della Via Crucis di Frassinoro risale al 1906 su iniziativa del parroco don Francesco Bernardi e come frutto delle “Missioni al popolo” o “Missioni sacre” svolte negli anni precedenti che portarono alla costituzione di una confraternita. Nel corso degli anni la manifestazione si è trasformata affiancando alla manifestazione religiosa anche iniziative a carattere storico, culturale e turistico.