E’ stata l’ipotesi di una nuova sede per la Provincia ad animare il dibattito in Consiglio provinciale sulla seconda variazione di bilancio (comunicato n. 790) che prevede anche un accantonamento a questo scopo (976 milioni) tra i fondi vincolati dell’avanzo dell’esercizio 2000. Ma è stato soprattutto la coincidenza con l’avviso pubblico per la ricerca di un’area o di un edificio per ospitare gli uffici dell’amministrazione a suscitare l’interesse dei consiglieri. E il presidente Graziano Pattuzzi ha concluso il dibattito ricordando che la sede unica era un obiettivo indicato già nel programma illustrato nel ’99 e che, per ora, si tratta solo di “andare ai blocchi di partenza, verificando le possibilità dopo che sono state definite le esigenze: una superficie utile minima di 16 mila metri quadri, almeno 7.200 dei quali per ospitare uffici, la possibilità di ampliamenti successivi pari almeno al 10 per cento”. Una volta che la Giunta sarà in grado di definire delle proposte “la questione verrà sottoposta al Consiglio, per ora abbiamo solo valutato l’esigenza di risparmiare nella gestione e di razionalizzare l’organizzazione del lavoro di un ente che sta aumentando competenze e funzioni”.
Che il tema, già nel programma di legislatura, fosse stato affrontato in altre occasioni era stato ricordato anche da Mauro Biondi (Margherita) e da Brunella Piccinini (Ds), ma questo non è bastato a evitare le critiche di Giorgio Barbieri (Lega), Dante Mazzi (Forza Italia), Cesare Falzoni (An), Tomaso Tagliani (Ccd) e Alfredo Silvestri (Rifondazione). Falzoni, per esempio, ha espresso dubbi sulla possibile vendita di sedi prestigiose e Silvestri ha proposto di “sfrattare la Prefettura e unificare tutti gli uffici nella sede di viale Martiri della Libertà”. Per Mazzi la scelta della nuova sede, invece, sarebbe “già confezionata”.
Sugli altri punti della variazione, Falzoni ha definito la Provincia “più svelta a incassare che a realizzare”, Barbieri ha criticato l’aumento delle spese di alcuni progetti e ha ricordato che l’energia elettrica costa alle imprese italiane il 20 per cento in più rispetto al resto d’Europa. Secondo Mazzi e Tagliani non sono privilegiate le scelte più importanti per i cittadini. Silvestri ha affermato come le “risorse a disposizione dell’amministrazione siano superiori alla sua capacità di intervento, progettazione e realizzazione”.
Per la maggioranza, Biondi (Margherita) e Piccinini (Ds) hanno sottolineato l’equilibrio di bilancio e hanno definito “qualificante l’investimento in edilizia scolastica di quasi la metà delle maggiori entrate”.