Sostegno alla campagna informativa sulle violazioni dei diritti dei lavoratori da parte della multinazionale Coca Cola & company, così come di “tutte le iniziative volte alla promozione e alla tutela dei diritti dei lavoratori in ogni parte del mondo”, ma senza nessun boicottaggio dei prodotti dell’azienda. E’ il senso del documento proposto da Ds e Margherita e approvato nei giorni scorsi dal Consiglio provinciale con il voto favorevole anche di Rifondazione e Verdi (contrari tutti i gruppi della Casa della libertà).
Proprio Rifondazione e Verdi avevano proposto un ordine del giorno con il quale, partendo dalla campagna del sindacato Sinaltrainal che ha denunciato crimini compiuti in Colombia da parte di imprese imbottigliatrici, si proponeva proprio il boicottaggio dei prodotti Coca Cola, a partire dai distributori presenti nelle sedi della Provincia e nelle scuole superiori. La proposta di boicottaggio è stata bocciata con l’astensione di Ds e Margherita, il voto contrario della Cdl.
“Il boicottaggio rappresenta una lotta moderna e non violenta che si associa al consumo critico e consapevole” ha spiegato il capogruppo di Rifondazione Aldo Imperiale dopo avere riepilogato le vicende che hanno portato diversi organismi internazionali a riconoscere le violazioni ai diritti dei lavoratori. “Con il boicottaggio si procurerebbero maggiori danni ai lavoratori che all’azienda” ha replicato il capogruppo Ds Demos Malavasi sottolineando come proprio lo strumento scelto sia la differenza di fondo tra i due documenti.
Per Dante Mazzi (Forza Italia) si tratta comunque “di posizioni strumentali promosse dall’estrema sinistra: perché, se premono tanto i diritti umani, non proporre un boicottaggio dei prodotti cubani?”. E Tomaso Tagliani (Udc) si è domandato perché occuparsi solo di un’azienda. E gli altri lavoratori discriminati e sfruttati in tanti paesi del mondo?”.
Giorgio Barbieri (Lega Nord) ha ricordato i dati di produzione e vendita della Coca Cola e ha sottolineato che la produzione per il nostro paese avviene in Italia con materie prime italiane: “Questi documenti sono solo demagogia che danneggiano l’economia”. Per An Luca Caselli ha definito la proposta di boicottaggio “estremista e totalitaria”, mentre il capogruppo Cesare Falzoni ha parlato di “ordine del giorno “tampone” proposto da Ds e Margherita (un documento “Coca Cola light”) di fronte al tentativo della minoranza della maggioranza di ottenere visibilità”.