È l’abate, il capo supremo della badia, detentore del potere spirituale e temporale, governatore della Val Dragone e di gran parte della Val di Dolo, il protagonista dell’11ª edizione della Settimana matildica di Frassinoro che si apre sabato 17 luglio e che, fino a domenica 25, riporterà lo storico borgo dell’Appennino indietro nel tempo fino all’epoca di maggior splendore dell’abbazia fondata nel 1071 da Beatrice di Lorena, la madre di Matilde di Canossa. Cavalieri, monaci, contesse, papi e imperatori, ma anche mercanti, giocolieri, villici e artigiani popoleranno il paese ridando vita al medioevo con rievocazioni di battaglie e corteo storico in notturna, teatro di strada, musica e spettacoli di piazza, mercato storico, antichi mestieri e scene della vita quotidiana, conferenze e mostre (comunicato n.635), osterie e banchetto medievale in piazza. Come commenta Mario Galli, assessore provinciale alla Promozione del territorio: «Una festa che unisce a una forte vocazione culturale anche il piacere della socializzazione, dello svago e della convivialità creando un “prodotto” saldamente ancorato alla storia del nostro territorio e molto apprezzato dai turisti».
La manifestazione è promossa dal Comune di Frassinoro, in collaborazione con la Provincia di Modena e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna. La realizzazione è curata dal Consorzio europeo rievocazioni storiche e dall’associazione Musica officinalis.
Attraverso le figure dei “venerabili abati del monastero di Frassinoro”, che danno il titolo all’edizione 2010, la Settimana matildica approfondisce la ricchissima vicenda di quello che nel medioevo fu uno dei primari centri di potere fra l’Emilia e la Toscana. Fondata da Beatrice di Lorena per impetrare la protezione divina sulla figlia Matilde e in suffragio della nipote Beatrice, l’Abbazia controllava il percorso strategico della via Bibulca e presidiava il valico di San Pellegrino che conduceva a Lucca. Il governo dell’abate, contrastato dal Comune di Modena che si andava progressivamente rafforzando, ebbe termine nel 1261 con la rinuncia al potere temporale. Da lì ebbe inizio la decadenza dell’abbazia fino alla soppressione della comunità dei monaci, nel 1585, da parte di papa Sisto V. La figura dell’abate e di alcune personalità di importanti famiglie che ne ricoprirono il ruolo sono al centro delle conferenze, del corteo storico e della rappresentazione della Settimana matildica.