Aumento della presenza di piante esotiche soprattutto in pianura, diverse specie a rischio estinzione ma anche oltre 300 nuove specie e sottospecie di cui non era stata riscontrata finora la presenza. E’ quanto emerge dalla ricerca “Flora nel modenese” effettuata da un gruppo di ricercatori ed esperti della Provincia di Modena, dell’Istituto beni culturali dell’Emilia, dell’Università di Modena e Reggio Emilia con la collaborazione della Fondazione Cassa di risparmio di Modena.
Sono state censite oltre 2000 specie, tra alberi, arbusti e erbe, di cui 70 presenti in regione solo nel territorio modenese (di queste 22 rappresentano delle autentiche novità); le piante scomparse sono 77 soprattutto a causa della riduzione delle zone umide, quelle a rischio estinzione sono oltre 100.
Il volume (416 pagine, oltre 200 foto, un cd rom allegato con oltre 800 foto, in vendita nelle librerie al prezzo di 20 euro) sarà presentato venerdì 4 giugno nel corso di un incontro pubblico in programma dalle ore 17,30 nell’aula magna del Compendio di S.Geminiano dell’Università in via San Geminiano 3 a Modena. L’iniziativa fa parte di un programma di eventi promosso nell’ambito della Giornata mondiale dell’ambiente, il 5 giugno, dedicata quest’anno proprio al tema della biodiversità (vedi comunicato n.493).
Intervengono, tra gli altri, i curatori della ricerca Matteo Gualmini della Provincia di Modena, Alessandro Alessandrini dell’Ibc e Daniele Dallai dell’Orto botanico dell’Università di Modena e Reggio Emilia. I lavori saranno conclusi da Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente.
«Si tratta – sottolinea Vaccari – del primo completo censimento della flora del modenese che è stato realizzato anche allo scopo di misurare lo stato di salute e i cambiamenti rispetto alle ricerche già effettuate in passato. Abbiamo verificato una notevole ricchezza ma anche ottenuto una serie di indicazioni preziose sulla necessità di tutelare maggiormente questa biodiversità che rappresenta un patrimonio fondamentale del nostro territorio».
Tra le curiosità spiccano l’arrivo nel territorio modenese di piante esotiche non tipiche delle zone italiane come l’acero americano presente soprattutto lungo i fiumi, l’ailanto tipico di ambienti come scarpate stradali, cantieri o zone con ruderi, l’indico bastardo e il sicios entrambi invasivi delle aree fluviali. Una diffusione – secondo i ricercatori – attribuibile anche significative modificazione del territorio che impoveriscono gli habitat naturali.
Nel lungo elenco delle piante scoperte per la prima volta figurano il salice odoroso rinvenuto sul Cimone nel versante di Fiumalbo, la salvia nemorosa, sconosciuta finora in Emilia Romagna, trovata a Sassuolo, Pavullo, Palagano, e a Fanano e la veccia giallastra scoperta nel Parco dei Sassi di Roccamalatina. In regione, inoltre, sono presenti solo nel modenese piante come l’arabetta cigliata, la cuscuta con uno stilo, il cipollaccio involucrato trovato a Montese e Serramazzoni, una pianta rarissima in Italia.
Tra le specie a rischio estinzione figurano la genziana maggiore tipica del monte Rondinaio, i pennacchi di Scheuchzer del lago Baccio, il trifoglio acquatico che cresce lungo alcuni canali della rea nord, oltre alla viola minore ritrovata a S.Martino in Spino e attualmente oggetto di un intervento di monitoraggio e conservazione da parte dell’Università.
Risultano scomparsi, invece, la cannella delle torbiere presente in passato al lago Pratignano, tuttora uno dei luoghi più interessanti dal punto vista floristico, la gamberaja calabrese e il cardo biancheggiante, piante in passato tipiche dei fontanili di Cognento e della zona di S.Faustino a Modena, scomparse a causa dell’urbanizzazione e dell’agricoltura, e l’erba saetta, sparita solo di recente e presente fino al 1995 in un canale a Castelfranco Emilia.
Nel volume per ogni pianta sono indicati la denominazione scientifica, gli habitat e le condizioni di vita. Disponibili anche più di 300 mappe sulla distribuzione della flora di cui oltre 200 relative a piante presenti in un sola specifica zona come l’assenzio bianco del monte Rondinaio, la sulla alpina del Cimone e la l’erba di S.Giovanni del monte Modino a Fiumalbo.
Il cd rom allegato consente una ricerca in modalità interattiva sulla base di diversi criteri: dalla distribuzione geografica allo status di protezione; disponibili anche l’elenco completo delle segnalazioni sia storiche che attuali, edite e inedite.