Protezione civile /2 – I dati su un anno di attività ripetute emergenze frane e piene, spesi 5 milioni

Le ripetute piene di Secchia e Panaro, le frane che hanno interessato diversi comuni montani nell’inverno scorso e culminate con l’interruzione per frana della provinciale 623 a Guiglia, della provinciale 28 a Palagano, della provinciale 486 a Frassinoro e della provinciale 23 a Lama Mocogno. Oltre all’emergenza Abruzzo, è stato un anno particolarmente impegnativo per la Protezione civile provinciale che si è riunita sabato 3 ottobre nel Centro unificato di Marzaglia, inaugurato proprio un anno fa.

«In questi mesi – spiega Stefano Vaccari, assessore provinciale con delega alla Protezione civile –  abbiamo sviluppato e potenziato il nostro sistema di intervento, aggiornato i piani di emergenza in diversi comuni e realizzato diversi opere di messa in sicurezza contro il dissesto. Anche nel cosiddetto tempo di pace, la Protezione civile non si ferma, perché è necessario prima di tutto “allenarsi” e migliorare continuamente la capacità di prevenzione, oltre a  perfezionare tutti gli aspetti organizzativi e formativi al fine di assicurare interventi in caso di emergenza sempre più rapidi ed efficienti».

Come ha illustrato Rita Nicolini, responsabile della Protezione civile della Provincia di Modena, durante la Convention, nel 2009 sono stati realizzati 78 interventi di messa in sicurezza dei versanti franati per complessivi cinque milioni di euro.

E’ stato installato anche un nuovo sistema radio degli enti locali costituito da dieci apparati fissi, 56 portatili e due mezzi mobili, mentre è previsto nelle prossime settimane l’avvio di un nuovo sistema di messaggi per l’allerta.

Sono stati potenziati il servizio di monitoraggio delle piene dei fiumi e il servizio antincendi boschivi attraverso l’attivazione di sette punti di avvistamento in Appennino a cui hanno collaborato 178 volontari che hanno frequentato un apposito corso di formazione. 

La Protezione civile provinciale, infatti, ha realizzato anche diversi corsi per volontari, oltre che sugli incendi boschivi, sulla vigilanza dei fiumi e delle frane e sull’uso della radio in caso di emergenza con il coinvolgimento di oltre 500 volontari.

 

 

Pubblicato: 03 Ottobre 2009Ultima modifica: 27 Maggio 2020