Animale come terapeuta? L’intuizione risale a tempi molto lontani. Infatti, durante il processo di addomesticamento iniziato 12 mila anni fa, si è instaurata, tra l’uomo e l’animale, una forte intesa affettiva ed emotiva. Già Ippocrate 2400 anni fa valutava gli effetti benefici che si traevano da una lunga cavalcata e la consigliava agli amici per combattere insonnia e ritemprare il fisico e lo spirito in situazioni che oggi definiremmo di stress.
Agli animali, nelle antiche culture, venivano attribuiti poteri soprannaturali e taumaturgici e li troviamo sovente rappresentati. Basti pensare ai tempi dei Faraoni. Bisogna arrivare al XVIII secolo per osservare, presso scuole anglosassoni, l’effetto benefico esercitato dalla presenza di cani e gatti sull’umore e sulle condizioni di salute dei pazienti. Durante l’ultima guerra mondiale, animali da compagnia vennero utilizzati come supporto per ridurre i danni psicologici causati a molte persone dagli eventi bellici. E’ agli inizi degli anni ’60, però, che lo psicoterapeuta infantile Boris Levison verificò scientificamente l’efficacia terapeutica degli animali d’affezione impiegati per il recupero di persone con gravi turbe psichiche e coniò il termine di “Pet therapy”.
Da questa tipologia terapeutica possono trarne giovamento più persone. Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto.
Le attività di “Pet therapy” prevedono il coinvolgimento solo di animali domestici e in particolare dei cani. Possono essere impiegati cani di qualsiasi razza, compreso i meticci, con caratteristiche di prevedibilità, controllabilità, affidabilità e grande capacità di entrare in relazione con le persone. Gli animali non devono essere sottoposti a un grande addestramento, ma necessitano di un’educazione di base che permetta al conduttore di essere in grado di controllare e prevedere il proprio cane in qualsiasi circostanza durante l’attività. Nel caso dei progetti coordinati dal servizio Veterinario dell’Ausl di Modena vengono impiegati due Golden Retriever, Pumba e Milka, particolarmente adatti per le caratteristiche proprie della razza, a svolgere questa importante attività.