Trasformare il siero residuo della produzione del parmigiano reggiano per impiegarlo come materia prima nell’industria farmaceutica e renderlo competitivo come alimento nel settore zootecnico. Così il siero da costo (circa l’85 per cento del latte utilizzato per produrre parmigiano reggiano dopo la lavorazione rappresenta un residuo) diventa una opportunità per le imprese della filiera. E’ il risultato centrato da un progetto partito nel 2008 nel modenese con capofila il gruppo Granterre che punta sulla concentrazione del siero allo scopo di ridurre i costi di trasporto, l’ostacolo maggiore al riutilizzo. Dopo due anni di rodaggio attualmente vengono riciclati negli allevamenti zootecnici e in polvere nell’industria farmaceutica circa sette mila quintali di siero al giorno provenienti da una decina di caseifici.
La lavorazione del siero viene realizzata grazie agli investimenti da parte delle imprese pari a nove milioni sostenuti da un finanziamento di circa tre milioni di euro della Regione Emilia Romagna, nell’ambito del progetto di filiera del parmigiano reggiano.
Tutti i risultati del progetto saranno illustrati in un convegno mercoledì 13 aprile (ore 10,30) a Novi nella sede del Caseificio razionale novese (via provinciale Mantova 73) su iniziativa della Provincia di Modena e del Comune di Novi.
Intervengono Tiberio Rabboni, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Emilio Sabattini, presidente della Provincia di Modena, Luisa Turci, sindaco di Novi, Eros Valenti, presidente di Granterre, Ivano Chezzi, responsabile Attività produttive di Granterre e Vanni Preti di Serum.
Come sottolinea Giandomenico Tomei, assessore provinciale all’Agricoltura, «il siero era diventato un costo per le imprese, ora ritorna a rappresentare una opportunità. Le risorse pubbliche sono servite a realizzare gli investimenti in oltre 50 tra caseifici e aziende agricole dell’area del parmigiano reggiano oltre alla necessaria formazione per rendere operativo un sistema che ora sta funzionando bene; senza trascurare i benefici economici indiretti che hanno coinvolto altre 300 allevatori».
Nel corso del convegno si parlerà anche delle possibili evoluzioni future del progetto tra cui un maggiore utilizzo del siero in campo farmaceutico; una prospettiva concreta che aprirebbe nuove opportunità per le imprese del settore lattiero-caseario.