Snellimento delle procedure burocratiche, miglioramento dei controlli e riclassificazione delle diverse tipologie di irregolarità al fine di aumentare la professionalità degli addetti e l’efficienza nei servizi offerti. Sono queste le principali novità del Regolamento delle agenzie pratiche auto della Provincia di Modena, approvato mercoledì 29 marzo, dal Consiglio provinciale. Hanno voto a favore la maggioranza (Ds, Margherita, Prc e Verdi), astenuti FI, An e Udc, contraria la Lega nord.
Come spiega Egidio Pagani, assessore provinciale alla Viabilità e trasporti, «l’aggiornamento del regolamento vuole favorire la tutela del consumatore puntando su un’azione preventiva di controllo che sarà meno discrezionale e più snella in un settore che in questi anni ha elevato i propri standard di efficienza».
Il regolamento disciplina l’attività di consulenza delle 83 agenzie autorizzate nel modenese che occupano quasi 400 addetti. Vengono definiti i requisiti per aprire un’attività, le caratteristiche dei locali, gli obblighi di esercizio, il regime delle irregolarità (distinte per la prima volta in base alla gravità) e dei controlli che d’ora in poi saranno effettuati anche da Polizia provinciale, polizie municipali, forze dell’ordine e non solo dalla Polizia stradale come avveniva finora. Le sanzioni vanno dalla diffida alla multa fino a oltre 2500 euro, per arrivare, nei casi più gravi, alla sospensione e alla revoca dell’autorizzazione.
Durante il dibattito Ivano Mantovani (Ds) ha sottolineato l’attenzione della Provincia a «garantire soprattutto la tutela dei cittadini che devono poter usufruire di un servizio efficiente», mentre Giandomenico Tomei (Margherita) ha richiamato l’importanza di puntare, come prevede il regolamento, «all’apertura di almeno un’agenzia in ogni comune, anche nei più piccoli»; Walter Telleri (Verdi) ha parlato di «regolamento semplificato, molto più snello di quello adottato da altre Province». Per Cesare Falzoni (An) le modifiche «sono praticamente inesistenti», Luca Caselli (An) ha richiamato l’attenzione su alcuni aspetti del regolamento che «non sono assolutamente convincenti dal punto di vista giuridico». Giorgio Barbieri (Lega nord) ha motivato il proprio voto contrario criticando il ricorso a «un altro regolamento inutile, perché in questo settore le regole le fanno il mercato e i cittadini che sanno valutare la qualità di un servizio».