Nei premi sei mesi dell’anno a Modena si è registrato un vero e proprio boom di avviamenti al lavoro: circa 75 mila rispetto ai 55 mila dello stesso periodo del 2006. Non si tratta però di maggiore occupazione, che comunque rimane sempre su livelli molto alti, ma soprattutto dell’effetto delle misure introdotte dal governo a inizio anno per contrastare il lavoro sommerso. Lo sottolinea l’assessore al Lavoro della Provincia di Modena Gianni Cavicchioli sulla base delle anticipazioni del Rapporto dell’Osservatorio provinciale sul mercato del lavoro che verrà presentato nelle prossime settimane.
Dei 20 mila avviamenti in più, con circa altrettante cessazioni dal lavoro, ben seimila non sono relativi alle tipologie di contratti per i quali è stato introdotto l’obbligo di comunicazione, come contratti a progetto o le assunzioni nella pubblica amministrazione, «bensì il risultato – spiega Cavicchioli – dei nuovi regolamenti introdotti con la Finanziaria che prevedono una comunicazione preventiva ai Centri per l’impiego per contrastare il lavoro nero. In precedenza, infatti, i cinque giorni disponibili – ricorda l’assessore – consentivano ad alcuni datori di lavoro scorretti di effettuare la comunicazione solo in caso di infortunio mantenendo i lavoratori in una situazione di illegalità anche per diverso tempo».
I settori di attività in cui l’aumento delle comunicazioni è stato maggiormente sensibile sono quelli dell’edilizia (660 in più) e dei servizi: 440 in più nei trasporti e nel magazzinaggio, 700 nei servizi alle imprese, 350 nell’assistenza, 700 nei servizi alla persona, solo per fare qualche esempio. L’aumento, poi, è stato superiore al migliaio nel settore alberghi e ristoranti (da 2937 avviamenti dei primi sei mesi del 2006 a circa 4.000 quest’anno) dove, aggiunge l’assessore Cavicchioli, quest’anno si registra «un numero sensibile di contratti di lavoro a chiamata che fino al 2006 erano nel complesso ancora utilizzati in misura marginale in provincia».
E commentando il recente protocollo tra governo e forze sociali, l’assessore provinciale al Lavoro sottolinea come sia importante «attivare misure per la lotta al precariato e al disagio che rappresentano le principali fasce di preoccupazione per il nostro territorio dove un realtà solida, di piena occupazione e molto dinamica, non deve farci dimenticare le difficoltà di alcuni settori economici, così come la necessità di una riflessione sui cambiamenti dei rapporti di lavoro».