Sono 120 pagine, 90 fotografie ed alcuni testi introduttivi, a comporre la nuova pubblicazione “La persona prima di tutto” del fotografo modenese Diego Poluzzi, curata del giornalista Angelo Giovannini per Celloni Editore-gruppo Sigem.
Il volume, appena presentato ed in distribuzione in questi giorni, nasce dall’esperienza di una mostra fotografica diffusa promossa e realizzata, a inizio anno, dall’ ASP Terre di Castelli “Giorgio Gasparini” che ha visto protagonisti gli ospiti di strutture socio-sanitarie e socio-educative dei nove Comuni del distretto sanitario di Vignola, cioè Castelnuovo Rangone, Castelvetro, Guiglia, Marano sul Panaro, Montese, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola e Zocca.
Il fotografo modenese Diego Poluzzi ha visitato nidi d’infanzia, strutture per anziani, per fragilità e disabilità di quel territorio fissando in immagini intense ed emozionali le esperienze e gli ospiti nelle loro attività quotidiane.
Arricchito da tre testi introduttivi, rispettivamente del curatore Angelo Giovannini, del Presidente dell’Assemblea dei Soci ASP “Giorgio Gasparini” Giovanni Galli e dell’amministratore unico dell’ASP Filippo Molinari, il libro si presenta in una accurata veste grafica e coinvolge per eleganza e calore.
Nei titoli dei tre testi è racchiusa tutta la sostanza del lavoro: “L’occhio e l’anima”, “Guardare l’altro” e “Al centro le persone”.
«C’è l’otturatore, ci sono il diaframma e l’obiettivo a comporre la macchina fotografica – scrive Giovannini – poi c’è la sensibilità dietro al mirino, quando si inquadra e si scatta catturando un momento di vita che sarà conservato. C’è l’occhio e la luce, c’è il cuore, l’emozione, quindi l’arte, poi c’è il pensiero, c’è il cervello, la scienza perfino»
Giovanni Galli, presidente dell’assemblea dei soci Asp “Giorgio Gasparini” spiega che «le persone sono al centro dell’obiettivo di Diego, come lo sono nelle attività quotidiane e nella programmazione dei servizi. Si tratta di una fotografia che vuole parlare alle persone con le persone, che vuole metterci in contatto, scavalcando quei muri che a volte mettono in crisi il nostro senso di sentirci comunità. Proprio con lo scopo di portare le persone di cui Asp si prende cura nelle nostre vie, nelle nostre piazze, nel territorio dell’Unione Terre di Castelli e Montese, abbiamo realizzato qualche mese fa la mostra “La persona prima di tutto”, 90 ritratti che raccontano senza filtri la meravigliosa esperienza di prendersi cura dell’altro».
Filippo Molinari, amministratore unico Asp “Giorgio Gasparini introduce l’opera così: «Ritratti di famiglia in interni: questi sono gli straordinari scatti che Diego Poluzzi ha dedicato, con tempo, pazienza e visione, ai servizi che ASP Terre di Castelli “Gasparini” gestisce in nome e per conto dei Comuni soci… Ne è uscita una galleria di famiglia, perché ASP è una grande famiglia. Una galleria di emozioni, sfumature, volti, azioni, mai banale e mai ridondante. La misura ha guidato il nostro Diego e lo ha portato, lo dico senza tema di smentita, ad entrare in punta di piedi in famiglia».
Da ricordare poi la dichiarazione di Paola Covili, direttrice dell’ASP che sottolinea come Fquesto libro rappresenti un abbraccio; un abbraccio vigoroso ma al contempo delicato, leggero, accogliente. Ogni foto è una carezza che ci trasmette vicinanza, sostegno, calore e cura. Esattamente un anno fa, da una idea dell’allora Amministratore Unico Marco Franchini, ci siamo chiesti come trasmettere il senso della “cura” che negli anni i servizi ASP Terre di Castelli “Giorgio Gasparini” hanno coltivato, praticato e anche trasformato in un adattamento continuo. Come fare sì che emergesse il vissuto, la quotidianità dei servizi e che le emozioni che si danno e si ricevono in una relazione di cura diventassero patrimonio delle nostre Comunità. E allora l’idea: quale miglior strumento per portare a valore tutto ciò se non la potenza delle immagini? L’immagine che cattura e fissa in un istante un percorso di vita dei servizi, che è in grado di cogliere le differenze e ad accoglierci nelle differenze, nel vederci negli sguardi degli altri e nel vederci con lo sguardo dell’altro. Su questa traccia Diego Poluzzi ha saputo trasformare una idea e un progetto in una mostra prima e in un libro dopo, con una intensità emotiva che ha consentito, anche a noi, di immergerci nel fascino di sguardi rubati ad una apparente normalità, in contesti dove le parole lasciano spazio a gesti di quotidiana relazione; gesti che sono in grado di giungere a livelli altissimi di profondità comunicativa. Grazie alle immagini è stata trasmessa la forza dei servizi, degli operatori, delle persone; un conoscersi e riconoscersi come Azienda che fa delle diversità un valore e che oggi, ancora più di ieri, rappresenta con responsabilità e orgoglio il servizio pubblico».
Ad impreziosire il volume dei particolari e sinceri ringraziamenti che l’autore, che si autodefinisce “testimone della storia modenese e contenitore vivente di emozioni momenti e persone” e che si firma ‘fotografo di strada’, ha scritto col cuore e una breve biografia.