Nell’ambito del festival “La dodicesima luna”, inaugura sabato 7 luglio, alle 18,30, nel castello di San Felice, la mostra “Alice in Hihgway”: cinque artisti alle prese con l’espressione di due dimensioni apparentemente distanti come la sognante Alice, simbolo dell’infanzia con la testa nelle nuvole, e la ruvida strada con i suoi paesaggi urbani di ferro e cemento armato.
Curata da Roberta Russo, la mostra, che resterà aperta fino al 31 luglio, propone le opere di Federica Cavalli, Simona Giova, Hyena, Elisa Paganelli, Andrea Razzoli.
“Cirque a gauche” è la sfilata dei personaggi di Federica Cavalli, uomini e donne apparentemente del nostro tempo ma non privi di stranezze, nati dalla mano sinistra dell’artista che riesce così, liberandosi dall’automatismo delle linee imposte dalla mano destra, a scoprire nuove strade per la propria biro.
Hyena sogna un universo femminile fatto di donne statuarie dalle curve sinuose, le preleva dal mondo reale fotografandole e poi le ricopre con strati di colle e vernici trasportandole in un mondo “altro”.
Elisa Paganelli crea immagini in digitale dal colore acceso, piatto che pare steso ad acrilico, i margini netti. A volte il racconto si sviluppa in sequenza, come in una favola, altre volte le scene raccontano un mondo fantastico in un’unica tavola.
Intrisi dal desiderio di fuga sono le strade e i grattacieli che Simona Giova fa emergere dalla superficie di gesso e smalto, incidendola e poi rifinendola con colori a olio, rileggendo la città attraverso il filtro del sentimento, la solitudine, lo straniamento, ma anche la poesia.
Il sentimento del luogo, e non la sua rappresentazione, prevale anche nelle fotografie di Andrea Razzoli, che sceglie i paesaggi contaminati dalle colate di cemento della Tav. Un sentimento romantico scaturisce dall’incontro tra l’uomo e l’opera monumentale, la cui grandezza provoca un’emozione profonda, generata dall’inquietudine.