istituto di fisica della materia, invito ai parlamentari la provincia chiede di evitare l’accorpamento al cnr

I parlamentari modenesi saranno invitati di mobilitarsi per scongiurare l’accorpamento al Cnr dell’Istituto nazionale di fisica della materia (Infm) che ha sede presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. La richiesta è contenuta nell’ordine del giorno proposto dalla giunta della Provincia di Modena che sarà discusso nei prossimi giorni dal Consiglio. Nel frattempo, il vicepresidente Claudio Bergianti ha incontrato una delegazione dell’Infm per approfondire i termini della protesta rispetto ai decreti ministeriali di riordino degli Enti di ricerca, proprio in questi giorni in discussione in Parlamento.


“Confermo la preoccupazione già manifestata per un accorpamento che non risponde a un disegno di razionalizzazione” commenta Bergianti sottolineando come, invece, sia forte il timore di “vedere soffocata l’autonomia dell’istituto e compromesse le sue potenzialità scientifiche”. Per Bergianti, quindi, la questione dell’Infm si colloca in un quadro “allarmante che prevede il commissariamento del Cnr, la ridefinizione del suo consiglio di amministrazione (con la maggioranza di nomina governativa) e una complessiva riduzione delle risorse a favore della ricerca. Non credo che tali misure siano utili ad arginare quella “fuga dei cervelli” che purtroppo caratterizza ormai la ricerca italiana”.


L’istituto, che è composto da una vasta rete di ricerca che conta 38 unità e tre gruppi coordinati, possiede a Modena, presso la Facoltà di Fisica, una delle sue sedi più prestigiose che opera in particolare sulle Nanotecnologie, ossia lo studio e la fabbricazione di materiali, strutture e apparati attraverso il controllo della materia a scala nanometrica (nell’ordine di un milionesimo di millimetri).


“Le potenziali applicazioni concrete di queste ricerche – ricorda Bergianti – spaziano dalla tecnologie dei materiali alla tecnologia per computer, dalla medicina alla biologia, dalla cura dell’ambiente all’energia, fino all’applicazione nel settore meccanico, aeronautico, spaziale ed automobilistico. Si comprende dunque quanto l’attività della sede modenese dell’Infm sia fonte di innovazione anche per l’economia locale, la cui competitività a medio e lungo termine è affidata in larga misura all’innovazione di prodotto”.

Pubblicato: 22 Febbraio 2003Ultima modifica: 25 Agosto 2005