istituto di fisica della materia, invito ai parlamentari “continui mobilitazione contro l’accorpamento al cnr”

I parlamentari modenesi devono continuare la mobilitazione per scongiurare l’accorpamento al Cnr dell’Istituto nazionale di fisica della materia (Infm) che ha sede presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Lo chiede il Consiglio provinciale di Modena che ha approvato l’ordine del giorno proposto dal presidente della Provincia Graziano Pattuzzi per sollecitare una modifica dei decreti in discussione in Parlamento e garantire “qualificazione, risorse adeguate e autonomia alla ricerca italiana”.


A favore dell’appello hanno votato Ds, Margherita, contro Forza Italia, An e Lega; Udc e Rc si sono astenuti.


Il documento raccoglie la protesta degli stessi ricercatori per “un accorpamento che non risponde a un disegno di razionalizzazione e che rischia di soffocare l’autonomia dell’istituto e compromesse le sue potenzialità scientifiche” commenta il vicepresidente Claudio Bergianti che nei giorni scorsi ha incontrato una delegazione dell’Infm.


Durante il dibattito in Consiglio, Giorgio Barbieri (Lega nord) ha definito il Cnr “un carrozzone, mentre l’istituto modenese non deve essere ridimensionato, ma valorizzato. L’obiettivo prioritario è contrastare la fuga all’estero dei migliori ricercatori”.


L’istituto, che è composto da una vasta rete di ricerca che conta 38 unità e tre gruppi coordinati, possiede a Modena, presso la Facoltà di Fisica, una delle sue sedi più prestigiose che opera in particolare sulle Nanotecnologie, ossia lo studio e la fabbricazione di materiali, strutture e apparati attraverso il controllo della materia a scala nanometrica (nell’ordine di un milionesimo di millimetri).


“Le potenziali applicazioni concrete di queste ricerche – ricorda Bergianti – spaziano dalla tecnologie dei materiali alla tecnologia per computer, dalla medicina alla biologia, dalla cura dell’ambiente all’energia, fino all’applicazione nel settore meccanico, aeronautico, spaziale ed automobilistico. Si comprende dunque quanto l’attività della sede modenese dell’Infm sia fonte di innovazione anche per l’economia locale, la cui competitività a medio e lungo termine è affidata in larga misura all’innovazione di prodotto”.

Pubblicato: 29 Marzo 2003Ultima modifica: 25 Agosto 2005