“Quali sono le cause delle infiltrazioni di acqua che si sono verificate nella giornata del 15 aprile o nelle giornate precedenti all’istituto Spallanzani di Vignola, se vi sono problemi di sicurezza dell’edificio, come si intende intervenire per ripristinare la situazione ed evitare che si verifichino altre infiltrazioni e con quali modalità e tempistiche si procederà all’abbattimento della vecchia sede e come si intende procedere per evitare che polveri e residui danneggino il nuovo edificio e per garantire la sicurezza di studenti e insegnanti”.
Sono i quesiti posti dalla consigliera Elisa Rossini del gruppo Uniamoci – Unione Modena Civica, con un’interrogazione al consiglio provinciale nella seduta di giovedì 30 aprile, relativamente alle infiltrazioni d’acqua all’interno della nuova sede dell’Istituto Spallanzani di Vignola e ad informazioni in merito alle modalità di abbattimento della vecchia sede.
In particolare, la consigliera ha ricordato che «in data 8 aprile alla presenza delle Istituzioni è stata inaugurata la nuova sede dell’Istituto Spallanzani di Vignola finanziata con Fondi PNRR per un importo complessivo di 3,9 milioni di euro e che l’edificio è realizzato secondo criteri di risparmio energetico, è dotato di ampie vetrate, apparendo come luogo accogliente per gli studenti con la soddisfazione di tutti i presenti al momento dell’inaugurazione. Successivamente poi, in data 15 aprile e quindi a pochi giorni di distanza dall’inaugurazione si sono verificate importanti infiltrazioni d’acqua piovana che coinvolgono pareti, pavimenti e soffitti, destando forte preoccupazione e richiedendo interventi immediati».
I tecnici della Provincia hanno risposto che le infiltrazioni sono state riscontrate nella giornata del 13 aprile 2026 e hanno interessato esclusivamente il vano scala e una porzione limitata del corridoio al primo piano.
E’ stato poi sottolineato che, a seguito dell’evento, i tecnici della Provincia, in coordinamento con la Direzione Lavori e con l’impresa esecutrice, sono intervenuti con immediatezza effettuando un sopralluogo tecnico, dal quale è emerso che il fenomeno era riconducibile al mancato completamento di una lavorazione di finitura, relativa alle opere di lattoneria in corrispondenza della vetrata del vano scala. In particolare, risultava non ancora installata una scossalina metallica, elemento sagomato previsto in progetto con funzione di intercettazione e convogliamento delle acque meteoriche nei punti di discontinuità dell’involucro edilizio. La mancata installazione era dovuta a un ritardo nella fornitura del componente, realizzato su misura.
Infine i tecnici hanno precisato che tali lavorazioni residue rientravano nelle opere di finitura non essenziali ai fini della sicurezza, dell’agibilità e della piena funzionalità dell’edificio, già garantite al momento della messa in esercizio della nuova sede. Il 14 aprile, non appena le precipitazioni si sono attenuate, è stato possibile riprendere le lavorazioni, e l’impresa ha provveduto a installare una scossalina provvisoria, in quanto quella prevista nel progetto aveva subito un ritardo nella consegna.
Successivamente appena è stata consegnata la scossalina definitiva, questa è stata prontamente istallata e le relative lavorazioni si sono concluse in data lo scorso 28 aprile.
Per quanto riguarda la demolizione della vecchia sede, invece, è stato risposto alla consigliera Rossini che “le operazioni di demolizione sono state avviate in data 30 marzo 2026 e concluse il 10 aprile 2026. Attualmente sono in corso esclusivamente attività residuali, consistenti nella pulizia dell’area e nel ripristino del terreno, in vista della destinazione a verde e successiva piantumazione da parte della scuola”.
Nella replica la consigliera Rossini ha evidenziato come la mancanza delle scossaline e il conseguente rischio di infiltrazioni piovane fosse circostanza nota al momento dell’inaugurazione e che sarebbe pertanto stato più prudente evitare di inaugurare una struttura mancante di elementi rilevanti.