Qualità, innovazione e servizi sono i tratti distintivi che hanno caratterizzato fino a oggi l’evoluzione strutturale del sistema produttivo modenese. Non è una novità, ma la conferma arriva dallo studio di Prometeia che prende in esame gli ultimi quattro decenni.
Un dato: oltre il 40 per cento della unità locali della provincia di Modena appartiene a imprese che utilizzano in modo intensivo beni o servizi Ict (Information comunication technology). Infatti, si evidenzia un notevole incremento del peso percentuale delle imprese con manodopera altamente qualificata nel corso dei tre decenni dal 1971 al 2001, in particolare nel periodo tra il 1991 e il 2001, con un tasso medio di crescita del 70 per cento.
Crescono a ritmi molto rapidi, inoltre, i servizi alle imprese che guadagnano un peso considerevole sia in termini di unità locali che di addetti: nel 2001, infatti, questo settore rappresenta il 20,6 per cento e il 12,1 per cento degli addetti, con tassi di crescita rispetto al 1991 superiori al 110 per cento per entrambe le dimensioni considerate.
Il tasso di terziarizzazione cresce costantemente su tutto il periodo osservato. Nel 2001 il valore più alto si registra a Bologna e seguono a poca distanza l’una dall’altra, Padova, Verona e Modena.
“La capacità di crescita equilibrata fra manifatturiero e servizi – spiega l’assessore provinciali agli Interventi economici Morena Diazzi – è un dato importante, così come il livello di qualificazione delle nostre produzioni e delle risorse impiegate. E’ questo il percorso che dobbiamo seguire: innovazione, export e servizi sono i fattori chiave delle sviluppo del nostro territorio”.