Crisi aziendale alla Gambro di Medolla. Lettera al Ministro delle Imprese Adolfo Urso

«Con la presente desidero esprimere, a nome dell’amministrazione provinciale da me rappresentata, forte preoccupazione per il rinvio, avvenuto senza spiegazioni, dell’incontro ministeriale, fissato ormai da quasi due mesi, riguardante il futuro dello stabilimento Gambro di Medolla.

Tale decisione genera incertezza e alimenta un clima di forte tensione tra le lavoratrici e i lavoratori coinvolti che da tempo attendono risposte chiare e concrete sul proprio futuro occupazionale e industriale. La situazione ha portato oggi all’avvio di uno sciopero immediato con presidio davanti allo stabilimento di Medolla, segnale evidente della crescente preoccupazione che attraversa il territorio».

E’ quanto contenuto nella lettera che il presidente della Provincia Fabio Braglia e il gruppo consigliare di maggioranza hanno scritto al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in cui si esprime preoccupazione e contrarietà di fronte al rinvio improvviso, e privo di motivazioni ufficiali, del tavolo di confronto sulla vertenza Gambro di Medolla, già fissato da quasi due mesi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Nella lettera si prosegue affermando che «il distretto biomedicale modenese rappresenta una delle eccellenze produttive più importanti del nostro Paese, un patrimonio industriale, tecnologico e occupazionale che deve essere tutelato con responsabilità e tempestività. Lo stabilimento Gambro costituisce un presidio strategico non solo per la provincia di Modena, ma per l’intero sistema nazionale del biomedicale.

Per queste ragioni, si chiede al Ministero di voler convocare con urgenza un nuovo tavolo istituzionale, garantendo la presenza di tutti i soggetti coinvolti, affinché vengano forniti i dovuti chiarimenti.

Le istituzioni locali continueranno a sostenere con determinazione le lavoratrici, i lavoratori e le organizzazioni sindacali nella difesa dell’occupazione e del futuro industriale del territorio. È indispensabile che il Governo assuma un ruolo attivo e trasparente in una vicenda che coinvolge centinaia di famiglie e uno dei comparti più qualificanti dell’economia modenese».

Pubblicato: 22 Maggio 2026