Con l’avvio del protocollo denominato “Basilea 2” che modifica il ricorso al credito delle aziende introducendo il “rating” anche le piccole imprese, sarà sempre più difficile per il sistema produttivo accedere a fonti di finanziamento bancario.
Per questo gli enti locali devono iniziare a destinare maggiori risorse per gli interventi di abbattimento degli interessi passivi previsti dalle cooperative di garanzia, uno strumento che in questi anni si è rivelato il più immediato, poco burocratico e accessibile a tutti i tipi di azienda..
Lo chiede il Consiglio provinciale con un ordine del giorno approvato all’unanimità su proposta del consigliere Giorgio Barbieri (Lega nord).
Secondo il documento con “Basilea 2” diventa più costoso e complesso per le imprese ricorrere al credito delle banche; occorre quindi prevedere un intervento straordinario a favore dell’imprenditoria locale, attraverso due filoni principali: uno stanziamento pluriennale per la costituzione di un fondo di garanzia finalizzato alla concessione di garanzie ad imprese appena costituite, o a imprese in settori in difficoltà, e un sostegno alla capitalizzazione delle imprese tramite un prodotto finanziario dilazionato nel tempo e a tassi agevolati.
Le banche modenesi e gli enti locali dovrebbero, inoltre, costituire un fondo chiuso per sostenere le imprese nei loro percorsi di crescita, anche partecipando direttamente al capitale.
Secondo il Consiglio, queste azioni devono essere concordate con le associazioni di categoria con l’obiettivo di definire i criteri e le finalità.
Gli accordi di Basilea, stabiliti nel giugno scorso, sui requisiti patrimoniali delle banche sono il frutto del lavoro del comitato istituito dai governatori delle Banche centrali dei dieci paesi più industrializzati: Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.
In base a questi accordi, entro la fine del 2006 (ma le banche devono iniziare ad adeguarsi già da ora), gli istituti di credito dovranno accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai prestiti concessi. Le banche, inoltre, dovranno classificare i propri clienti con un “rating” in base alla rischiosità. Il pericolo è che questa nuova procedura comporti maggiori difficoltà accesso al credito alle imprese medie e piccole.