Istituire un Tavolo Provinciale per l’Educazione Digitale, composto dai rappresentanti della Provincia, dei Comuni, dell’Ufficio scolastico provinciale, dell’Ausl e degli Istituti scolastici e predisporre e promuovere un Patto Digitale Provinciale e linee guida operative coerenti, che contenga principi educativi comuni, linee guida minime per gli Istituti scolastici e impegni delle amministrazioni comunali per la promozione e il sostegno all’educazione digitale.
É quanto contenuto nell’Ordine del Giorno presentato dal consigliere del gruppo Uniamoci, Unione Modena civica Francesco Spatafora al Consiglio provinciale nella seduta di martedì 24 giugno, bocciato con i voti contrari del gruppo di maggioranza (11), mentre avevano votato a favore, oltre a Spatarofa, anche i consiglieri Vandelli e Rossini.
In particolare, il documento sottolinea l’importanza di sostenere campagne territoriali di sensibilizzazione e formazione rivolte a genitori, educatori, operatori scolastici e sanitari sui rischi legati all’abuso del digitale e sulle buone pratiche educative e promuovere la sottoscrizione del Patto Digitale anche nei Comuni della Provincia di Modena, sollecitando il coinvolgimento degli Istituti scolastici locali.
Nel corso del dibattito, il consigliere Spatafora ha sottolineato che «negli ultimi anni si è registrato un uso sempre più precoce e diffuso delle tecnologie digitali da parte di bambini e adolescenti, anche nella fascia 2-11 anni, spesso senza adeguata supervisione. Studi di enti come OMS e ISS hanno segnalato vari rischi legati all’eccesso di esposizione agli schermi, tra cui ritardi cognitivi e linguistici, difficoltà di attenzione, disturbi del sonno, problemi emotivi e riduzione delle attività fisiche e relazionali. Inoltre – ha proseguito Spatafora – la comunità scientifica sottolinea l’importanza di un’educazione digitale preventiva e l’adozione di linee guida condivise. Tuttavia, nel territorio della Provincia di Modena manca un quadro comune che indirizzi le scuole sull’uso di dispositivi digitali, creando incertezza e possibili conflitti tra famiglie e istituti».
Nel corso del confronto in aula sono intervenuti anche il presidente Braglia e i consiglieri Poggi e Zaniboni, sottolineando che «per quanto il tema sia sentito e importante, occorra ricordare che le nuove tecnologie rappresentano anzitutto un’opportunità e che quindi servono azioni coordinate (a livello regionale e nazionale) per poter intervenire all’interno di leggi quadro e contesti definiti. Resta tuttavia – hanno conluso – un tema significativo che
sarà sicuramente oggetto di sensibilizzazione in assemblea dei sindaci e nei tavoli ai quali la Provincia partecipa».
Durante la discussione sono emersi altri elementi, tra cui la necessità di un’azione istituzionale coordinata in una cornice comune a livello provinciale che definisca principi, linee guida e impegni reciproci tra Comuni, scuole, Provincia e Ufficio scolastico.
Sono presenti infatti iniziative già promosse a livello nazionale in diversi territori (es. Patti Digitali Educativi di Reggio Emilia, Bergamo, Torino) che “dimostrano come un approccio corale e strutturato possa produrre un impatto positivo, anche grazie all’integrazione tra scuola, famiglia, enti pubblici e competenze sanitarie”.