condotta del secchia non viene utilizzata dalle impresegiovanelli:”così si spreca acqua di falda, interverremo”

Diverse imprese industriali e agricole di Sassuolo, invece di sfruttare la condotta che porta l’acqua del Secchia dalla traversa di Castellarano, continuano a utilizzare l’acqua di falda per le esigenze del proprio ciclo produttivo o per irrigare.


Ma in questo modo viene sprecata una risorsa naturale preziosa. Per questo la Provincia di Modena intende intervenire: per obbligare le imprese ad allacciarsi alla condotta, potrebbe ricorrere anche alla sospensione dei prelievi dai pozzi.


Lo ha annunciato Ferruccio Giovanelli, assessore provinciale all’Ambiente, rispondendo ad una interrogazione di Dante Mazzi (FI) nel corso del Consiglio provinciale di mercoledì 11 febbraio.


“L’acqua di falda deve essere tutelata – ha affermato Giovanelli – perché è un bene prezioso da utilizzare esclusivamente per uso alimentare e non per irrigare o per lavare e raffreddare impianti industriali; la condotta del Secchia è una valida alternativa che è stata costruita proprio con questo obiettivo. Purtroppo le imprese continuano ad utilizzare l’acqua dei propri pozzi perché costa meno; intendiamo invertire questo fenomeno”.


Questa condotta fu costruita negli anni ’80 con l’obiettivo, tra l’altro, di ridurre il fenomeno di subsidenza nella città di Modena. In base alle previsioni di allora, doveva fornire circa sei milioni di metri cubi di acqua del Secchia a circa oltre 110 stabilimenti a Sassuolo, Fiorano, Maranello, Fomigine, Castelvetro e Modena che utilizzavano acque di falda.


Tuttavia, attualmente, le aziende collegate al servizio sono solamente 12 a Sassuolo e 13 a Fiorano per complessivi 600 mila metri cubi utilizzati. Tra queste figurano la Iris ceramica, Ceramiche Ragno, Marazzi gruppo ceramiche, la Emilceramica, Sacmi impianti e le Ceramiche Cesar.


Sono in corso sei nuovi allacciamenti per alimentare, già dalla prossima primavera, la rete irrigua del Consorzio di bonifica Parmigiana Moglia Secchia e della Bonifica Leo Scotenna Panaro con un aumento di circa 300 mila metri cubi.


Inoltre, in base ad una ricerca della Sat, azienda che gestisce la condotta, un’altra decina di imprese potrebbe venire collegate con un aumento dell’acqua utilizzata di oltre un milione e 300 mila metri cubi. Ma per la Provincia questi ulteriori passi avanti non sono sufficienti, perché se si vuole veramente tutelare la risorsa acqua occorre sfruttare a pieno le potenzialità della struttura.

Pubblicato: 13 Febbraio 2004Ultima modifica: 25 Agosto 2005