Chiude per esaurimento il lotto in funzione della discarica di Casa Zeccone a Pavullo. L’impianto, gestito da Meta, serviva i comuni di Pavullo, Fiumalbo, Lama Mocogno, Pievepelago, Polinago e Riolunato, Serramazzoni.
D’ora in poi i rifiuti di questi comuni saranno smaltiti, ma solo fino al 31 ottobre, nell’inceneritore e nella discarica di via Caruso a Modena, gestiti da Meta, nella discarica di Medolla dell’Aimag e dalla Sat negli impianti di cui si serve l’azienda a Reggio Emilia e a Rimini.
Il provvedimento è temporaneo in attesa che sia predisposto il progetto di ampliamento della discarica di Roncobotto a Zocca.
L’ordinanza è stata firmata nei giorni scorsi dal presidente della Provincia Graziano Pattuzzi, a seguito della richiesta dei Sindaci che avevano sollecitato l’intervento della Provincia per continuare a garantire il corretto smaltimento dei rifiuti.
“L’esaurimento del lotto in gestione della discarica era previsto – ha affermato Ferruccio Giovanelli, assessore provinciale all’Ambiente – ma, grazie al patto di mutuo soccorso siglato da tutti i comuni modenesi, ad eccezione di Prignano, siamo in grado di rispondere con efficacia a questa temporanea fase di emergenza, in attesa di smaltire questi rifiuti nel futuro ampliamento della discarica di Zocca”.
Nel provvedimento della Provincia si stabilisce che le circa 6200 tonnellate di rifiuti solidi urbani prodotti fino al 31 ottobre, 3500 saranno smaltite da Meta nell’inceneritore e nella discarica di via Caruso a Modena, 1500 tonnellate da Aimag nella discarica di via Campana a Medolla, ampliata di recente, mentre la Sat di Sassuolo smaltirà in impianti fuori provincia le 1200 tonnellate provenienti dal comune di Serramazzoni che nel frattempo ha approvato in questi giorni l’adesione al piano provinciale rifiuti, condizione che consente di usufruire del patto di mutuo soccorso in caso di emergenza.
Entro il 30 settembre, inoltre, i Comuni interessati dall’ordinanza dovranno presentare un progetto d’area per il potenziamento della raccolta differenziata con l’obiettivo di raggiungere quota 25 per cento in ogni comune entro la fine del 2001.