L’andamento del comparto vegetale ha registrato una live diminuzione ma rimane comunque incidente sull’equilibrio del prodotto lordo vendibile realizzato nel corso dell’intera annata agraria 2001. Vediamo nel dettaglio i singoli settori.
Cereali Si registra per il grano un aumento di superficie del 5 per cento rispetto allo scorso anno. L’andamento climatico piovoso e con minime superiori alla media stagionale nel periodo autunno-invernale ha favorito gli attacchi di ruggine gialla che hanno interessato tutti i cereali a paglia, ma, in particolare, il grano tenero che ha segnato un calo produttivo in media del 10 per cento con punte anche intorno al 30 per cento. La buona qualità del prodotto ha fatto registrare un prezzo di mercato di 15,5 Euro al quintale. Per l’orzo si registra un calo del 4 per cento della superficie investita, si conferma, tuttavia, una importante coltura alternativa nelle zone pedecollinari e collinari, più resistente agli attacchi patogeni e adatta anche ai terreni meno fertili. Grazie a queste caratteristiche ha risentito in misura minore degli attacchi di ruggine gialla e la produzione è comunque vicina ai valori medi. Per quanto riguarda l’andamento di mercato il prezzo, seppur ridimensionato rispetto allo scorso anno resta comunque buono (13,5 Euro al quintale). Continua l’espansione della superficie a mais, l’andamento colturale ha registrato difficoltà soprattutto nelle semine, rese difficoltose a causa delle piogge, la siccità estiva ha, invece, condizionato la resa produttiva agli interventi di irrigazione; il rendimento medio della coltura si attesta intorno ai 100 quintali per ettaro, si registra un prezzo di mercato medio di 14,5 Euro.
Industriale. Per quanto riguarda la barbabietola si registra, come nello scorso anno, una contrazione della superficie, che in questa annata agraria diminuisce del 16 per cento. L’andamento produttivo ha segnato fasi alterne da attribuire all’andamento climatico, come per tutte le colture a semina primaverile ha registrato difficoltà nell’impianto e nella prima fase della crescita vegetativa. Complessivamente la resa produttiva media è stata di 500 quintali per ettaro, il prezzo di 4,4 Euro al quintale, registrando, quindi un calo produttivo significativo e un prezzo inferiore rispetto allo scorso anno.
Sostanzialmente stabile la superficie investita a soia, diminuisce la resa produttiva, rispetto allo scorso anno, e il prezzo di mercato si attesta su 20,7 Euro al quintale.
Ortive. Stabile la superficie a pomodoro ma si registra un andamento produttivo nella norma, nonostante le difficoltà di semina e di attecchimento delle piantine a causa delle piogge primaverili: il prezzo si attesta su 7,75 Euro. Ottima annata per quanto riguarda il cocomero che registra un incremento produttivo del 12 per cento rispetto allo scorso anno e una ottima qualità del prodotto, anche il prezzo è stato remunerativo e si attesta su 18 Euro al quintale. Invece il melone che pur registra un buon andamento produttivo non ha raggiunto prezzi di mercato soddisfacenti.
Pisello e fagiolino.Le produzioni risultano stabili, buona la qualità del prodotto, l’andamento del mercato è risultato sostanzialmente positivo.
Foraggere. Stabile la superficie investita a foraggio, l’andamento produttivo si è differenziato da zona a zona, dove ci sono stati i temporali estivi spesso non si è fatto l’ultimo sfalcio, mentre dove il clima e stato più stabile la produzione è stata buona. Il prezzo del fieno si è attestato attorno agli 11 Euro per quintale.
Arboree. Per quanto riguarda la superficie a vite c’è da segnalare l’adeguamento ai dati censuari il che ha significato una diminuzione di 700 ettari rispetto alle stime dello scorso anno. L’andamento produttivo è stato buono, si registra un aumento del 10 per cento circa rispetto alla annata agraria precedente, da segnalare l’andamento di mercato non soddisfacente, è stato stimato un prezzo medio per l’uva da vino di 37,8 Euro al quintale contro gli 45,5 Euro dell’anno passato.
Pomacee. In diminuzione la superficie investita per quanto riguarda il pero (meno 100 ettari) dovuta agli espianti causati dal colpo di fuoco batterico, stabile,con tendenza alla flessione, per il melo. L’andamento produttivo è risultato migliore dello scorso anno, in particolare per le mele, anche perché si sono verificati meno danni dovuti alla grandine, i prezzi sono stati remunerativi.
Drupacee. Non ci sono variazioni sostanziali nella superficie delle drupacee, si consolida la presenza di ciliegio e susino, mentre pesco e albicocco, si mantengono produzioni minori. L’andamento produttivo è stato buono per susino e pesco, mentre il ciliegio ha risentito pesantemente delle piogge primaverili che hanno provocato la spaccatura dei frutti, i prezzi sono stati sostanzialmente remunerativi.