agricoltura, teli bio dal mais al posto della plastica lunedì 4 febbraio convegno tecnico a finale emilia

L’uso di materiali biodegradabili in agricoltura si è dimostrato possibile. Quali sono le metodologie impiegate? Quali risultati ed esperienze sono state conseguite? In alcuni casi si ricorre a prodotti che partono dal mais, per esempio i teli utilizzati per le coltivazione orticole. 

Risposte e indicazioni verranno da un incontro tecnico che si terrà lunedì 4 febbraio, alle ore 10, all’istituto “Ignazio Calvi” di Finale Emilia (via Digione 20), su iniziativa della scuola e dell’assessorato Agricoltura della Provincia di Modena. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle manifestazioni di preparazione del congresso mondiale dell’agricoltura  biologica che si svolgerà a Modena nel giugno del 2008.

Saranno presentate esperienze  e prove agronomiche riguardanti l’impiego di alcuni materiali biodegradabili, usati principalmente nella pacciamatura delle colture orticole. La zona della Bassa modenese dove si terrà l’incontro è particolarmente interessata a questo tema in quanto vi sono molto diffuse le colture del melone e del cocomero, così come nelle limitrofe aree della bassa bolognese e del ferrarese.

«Il tema – osserva Graziano Poggioli, assessore provinciale all’Agricoltura e alimentazione, che concluderà il convegno –  è di stringente attualità in un momento in cui appare sempre più urgente per tutte le attività ridurre la quantità di rifiuti prodotti. L’agricoltura deve e può fare la sua parte tornando ad utilizzare materiali di origine naturale, derivati da materie prime agricole e non più dal petrolio, superare la chimica di sintesi per passare alla chimica organica. Questo non è un ritorno al passato, ma piuttosto – aggiunge Poggioli – la scelta di nuovi materiali, rispettosi dell’ambiente che la tecnologia mette a disposizione; è la ricerca, la sperimentazione, è coltivare il futuro».

 In orticoltura in particolare, teli biodegradabili prodotti a partire dal mais possono sostituire i normali teli plastici pacciamanti, non biodegradabili e anche difficilmente riciclabili a fine ciclo colturale, il cui corretto smaltimento costituisce un difficile problema logistico e un costo economico ed ecologico notevole. I teli biodegradabili, invece, non devono più essere rimossi e smaltiti, ma vanno incontro a una degradazione in tempi programmabili, e le lavorazioni del terreno relative alla successiva coltura sono sufficienti a farli letteralmente “sparire” nel suolo. I materiali presentati sono compatibili sia con l’agricoltura integrata che con quella biologica.

Pubblicato: 01 Febbraio 2008