“Contro l’abbandono di rifiuti in un casolare a Bomporto siamo intervenuti già dallo scorso anno, segnalando il problema al Comune che ha obbligato, con un’ordinanza, inquilini e proprietari a ripulire l’area. Purtroppo il problema oggi si ripropone”. Lo afferma Ferruccio Giovanelli, assessore provinciale all’Ambiente, a proposito delle notizie apparse sulla stampa su una discarica abusiva in una casa colonica nel comune di Bomporto.
“L’area è stata effettivamente ripulita – afferma Giuseppe Rovatti, sindaco di Bomporto – ma ora occorre eseguire una nuova bonifica. Partirà a giorni l’ordinanza per eseguire l’intervento a carico di inquilini e proprietari”.
I primi ad accorgersi della situazione sono state le Guardie ecologiche volontarie che nel 2000 hanno segnalato il problema a Comune, Provincia e Arpa.
Per Paolo Pettazzoni, presidente delle Guardie ecologiche volontarie della provincia di Modena, “i controlli sul territorio sono costanti ed episodi come questo sono purtroppo abbastanza frequenti. Ricordo che noi non siamo finanziati dal Comune di Bomporto perché nel 2000 l’amministrazione ha disdetto l’accordo con le Gev”.
Il decreto Ronchi in questi casi prevede che il Comune deve individuare i responsabili e ordinare la bonifica. Nel caso questo sia impossibile la responsabilità può essere attribuita al proprietario dell’immobile solo in caso di colpa; se il proprietario non è imputabile o non risulta reperibile la bonifica viene eseguita obbligatoriamente dal Comune rifacendosi nei confronti del proprietario per le eventuali spese sostenute, come succede di frequente anche nel modenese.
“Il sistema dei controlli – aggiunge Giovanelli – funziona con il coordinamento della Provincia e l’impegno di diversi soggetti istituzionali e numerosi volontari, senza i quali sarebbe molto più difficile mantenere un costante controllo del territorio”.
Lo scorso anno nel modenese sono state rilevate 168 microdiscariche; le segnalazioni sono arrivate per la maggior parte dalle Guardie ecologiche volontarie durante l’attività di controllo del territorio. Sono circa 400 gli ecocontrollori attivi nel modenese, appartenenti all’Arpa, Carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe), Vigili provinciali, Corpo forestale e Gev.