Non piace alle minoranze di centrodestra il piano della formazione 2001 approvato dal Consiglio provinciale lunedì 19 febbraio. Al momento del voto i consiglieri di Forza Italia, An, Ccd e Lega Nord sono usciti dalla sala per rimarcare, come ha affermato il capogruppo degli “azzurri” Massimo Bertacchi, “l’isolamento di una maggioranza che approva un programma inutile e dispendioso”. Un giudizio condiviso negli interventi di Dante Mazzi e Maurizio Poletti (Fi) e Cesare Falzoni (An) per il quale “gran parte dei corsi sono inutili e le imprese dovrebbero finanziarsi la formazione autonomamente”, mentre Giorgio Barbieri (Lega Nord) ha sottolineato la scarsa efficacia dell’azione dei Centri per l’impiego.
Pareri opposti invece da parte della maggioranza. Per Mauro Biondi “il piano risponde alle esigenze del mercato e dei lavoratori anche se occorre una maggiore integrazione con le imprese”. Dello stesso parere Mauro Cavazzuti (Democratici) che ha lamentato “una scarsa attenzione delle imprese sulla formazione”, mentre Valter Reggiani (Ds) ha sottolineato l’importanza dei corsi per mediatori culturali per l’immigrazione e la ricchezza dell’offerta di progetti di formazione presenti nel modenese.
Alfredo Silvestri (Rc) ha motivato il proprio voto di astensione definendo il piano “un finanziamento alle imprese che dovrebbero pagarsi i corsi da sole, così si spingono i giovani a disertare la scuola pubblica”.
Claudio Bergianti, assessore provinciale alla Formazione, ha concluso il dibattito ricordando la continua azione di controllo della Provincia sull’andamento e sugli esiti dei corsi finanziati, per garantire agli utenti della formazione professionale un servizio sempre più in grado di rispondere alle loro esigenze professionali.