La realizzazione di nuovi impianti, l’ammodernamento delle strutture produttive e l’ampliamento delle imprese. Sono questi alcuni delle principali tipologie degli interventi che realizzeranno le 40 aziende dell’Appennino modenese che hanno aderito al Patto territoriale.
Per gli investimenti imprenditoriali previsti dal Patto, il Cipe eroga un contributo a fondo perduto per il 15 per cento in favore di progetti presentati da piccole imprese e fino al 7,5 per cento per investimenti di cui sono titolari le medie imprese: quindi su un investimento totale di 88 miliardi, il Cipe finanzierà, a fondo perduto, 10 miliardi.
I progetti toccano diversi settori produttivi tra cui il meccanico, il tessile, il turistico, il caseario, la commercializzazione di prosciutti, la carpenteria, il ceramico e l’estrattivo. Gli investimenti delle imprese vanno da un minimo di 112 milioni ad un massimo 12 miliardi.
Le iniziative imprenditoriali sono realizzate nei comuni che rientrano nell’Obiettivo 5b della politica comunitaria di coesione economica e sociale (Frassinoro, Montefiorino, Palagano, Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Montecreto, Pavullo, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Montese e Zocca) nonché il Comune di Sestola inserito nel nuovo obiettivo 2 della riforma dei fondi strutturali comunitari.
Invece gli investimenti pubblici godranno di un contributo del Cipe pari al 60 per cento (che nel modenese significano risorse per oltre 29 miliardi su 54 complessivi) degli investimenti, mentre l’Ente pubblico proponente dovrà contribuire, per la realizzazione, del progetto fino al 40 per cento.
IL PATTO TERRITORIALE IN CIFRE | |
IMPRESE PRIVATE | |
Promotori Patto | 52 |
Comuni interessati | 14 |
Occupati previsti | 201 |
Aziende impegnate | 40 |
Investimenti | 88 miliardi |
Contributi Cipe | 10 miliardi |
ENTI PUBBLICI | |
Progetti di Infrastrutture | 30 |
Investimenti | 54 miliardi |
Contributo Cipe | 29 miliardi |