domenica 23 maggio replica “fattorie aperte”nella prima giornata oltre 7000 presenze in 37 aziende

Riscoprire il sapore dei cibi genuini e dei prodotti tipici dell’agricoltura modenese nelle fattorie modenesi. E’ questa l’opportunità offerta dalla seconda giornata di “Fattorie aperte” in programma domenica 23 maggio.


L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Modena in collaborazione con 37 fattorie modenesi di cui 23 a produzione biologica, 10 agriturismi, 4 istituti agrari e il parco di Festà.


Alla prima giornata, che si è svolta domenica 16 maggio, hanno partecipato più di sette mila persone.


Tutte le informazioni: www.provincia.modena.it, www.agrimodena.it – oppure associazione Fattorie aperte presso l’azienda agricola Guerzoni di Concordia 0535 56561.


Tra le iniziative di questa seconda giornata spiccano, in pianura, quelle nell’azienda agricola “Albe” a Rivara di San Felice sul Panaro che propone, tra l’altro, una lettura di poesie in campagna (ore 16.00) e un concerto lirico nel fienile (ore 18,30).

Sempre a S.Felice l’azienda “Zucchi” ha preparato una degustazione guidata con prodotti a base di farine di cereali e legumi.

A Nonantola nell’agriturismo “La Barchetta” nel pomeriggio si balla con canti popolari e folklore.

A Gorzano di Maranello la “Fattoria del Parco” dedica la giornata ai bambini con giochi e animazioni. Laboratori per i più piccoli anche nell’azienda “Nino e Marisa” a Mulino di Savignano.

In Appennino si svolge la festa per i 40 anni del caseificio Sociale S. Rita a Pompeano di Serramazzoni dove protagonista sarà il parmigiano-reggiano.


Sempre in montagna nell’agriturismo “Fattoria Giardino” di Riccò a Serramazzoni e nell’azienda “Cà D’pignat” a Lama Mocogno ancora musica e danze.


Una piacevole giornata in mezzo al verde, quindi, che diventa un’occasione per un contatto a “caldo” con un mondo concreto fatto di donne e uomini che lavorano, di terra e di profumi , di odori e di sapori tutti da gustare.


L’obiettivo principale di questa “due giorni tra i campi”, infatti, è quello di rendere protagoniste le strutture agricole della attività di educazione alimentare. Un modo per superare lo scollamento esistente tra il mondo della produzione e quello del consumo facendo conoscere l’attività agricola intesa come recupero della cultura alimentare e delle produzioni tipiche del territorio.

Pubblicato: 22 Maggio 2004Ultima modifica: 25 Agosto 2005