dibattito in provincia sulle linee programmaticheconfronto in consiglio, si vota a settembre

Gruppi di maggioranza d’accordo, opposizioni critiche, ma sulle linee programmatiche per il mandato amministrativo della Provincia di Modena, illustrate la scorsa settimana dal presidente Emilio Sabattini, bisognerà aspettare settembre per vedere le diverse posizioni formalizzate in un voto. Il dibattito che si è svolto mercoledì 21 luglio in Consiglio provinciale, infatti, è solo il passaggio iniziale del percorso di analisi del documento che prevede anche approfondimenti nelle diverse commissioni consiliari.


Per Claudia Severi, capogruppo di Forza Italia, nel programma di Sabattini non ci sono strategie, non c’è innovazione, non ci sono progetti concreti, mentre invece servirebbe “una politica pragmatica, capace di rilanciare lo sviluppo e di recuperare i paurosi ritardi lasciati dall’amministrazione precedente”. L’esponente di Forza Italia, che ha chiesto di mettere mano al Ptcp (il Piano territoriale di coordinamento provinciale) per consentire l’edificazione nella fascia collinare (“rispettando l’ambiente ma dando risposta alle legittime aspirazioni di reddito dei proprietari”), ha descritto una giunta “ostaggio della sinistra radicale, che assomiglia a un cimitero di elefanti per ex sindaci rimasti disoccupati”. Il programma di governo è giudicato “fumoso, viziato da affermazioni generiche e da obiettivi indefiniti nei tempi”. Insomma, per non scontentare nessuno, ha affermato Claudia Severi, Sabattini “sembra avere infilato la via dell’immobilismo e del rifiuto del cambiamento: Forza Italia non concederà sconti a questa giunta e condurrà un’opposizione critica e costruttiva”.


Nessuna novità, anche per Alleanza Nazionale, nel programma di Sabattini che appare “una enunciazione di buoni propositi – ha sottolineato il capogruppo Cesare Falzoni – da parte di una maggioranza simile a quella che l’ha preceduta la quale, tra l’altro, non è riuscita a risolvere i principali problemi del territorio”. Critico Falzoni anche sulla eterogeneità della coalizione di centrosinistra, preannunciando per i prossimi cinque anni una “scarsissima progettualità e contrasti politici all’interno della maggioranza che ne paralizzeranno del tutto le capacità innovative”. Sulla stessa linea critica anche Giorgio Barbieri (Lega Nord) secondo il quale “con una maggioranza evidentemente eterogenea e poco coesa, il presidente Sabattini farà fatica a realizzare quanto promesso. Abbiamo già visto, negli anni scorsi, fare molte promesse e non mantenerle. Auspichiamo che nelle politiche di bilancio si tenga in adeguato conto, non come in passato, delle imprese modenesi”. Per Tomaso Tagliani servono efficaci politiche a favore dell’Appennino modenese a cominciare “dal mantenimento delle promesse in merito alla sistemazione e al potenziamento della viabilità montana Ci sono questioni sulle quali occorre agire, fare bene e fare presto poiché la nostra montagna è da tempo che aspetta”.


Per il capogruppo Ds Demos Malavasi il fallimento del governo e la crisi del centro destra ha effetti molto negativi sul paese e destano preoccupazioni per gli enti locali la manovra correttiva dei conti pubblici e quella che si prepara per il 2005. Nel condividere il programma presentato da Sabattini, Malavasi ha sottolineato i temi della competitività del sistema economico (“dobbiamo investire in formazione e in innovazione”) e della necessità di un sistema efficiente per la mobilità di persone e merci: sia concentrando sforzi e risorse sui progetti di viabilità (dalla Pedemontana alla Cispadana, dalle tangenziali ai collegamenti con Modena da Carpi e da Mirandola, fino alla Modena–Sassuolo e alla bretella autostradale per la quale va sollecitata l’Anas) sia investendo sul trasporto ferroviario con il metrò a Modena, i collegamenti con Carpi e Sassuolo, la Vignola-Bologna, il raddoppio della Bologna-Verona, lo scalo merci di Marzaglia. Malavasi, inoltre, ha insistito sull’importanza della tutela ambientale e del diritto alla salute, concludendo con l’invito a dare vita a un vero e proprio “distretto culturale a livello provinciale che veda come protagonisti anche Comuni, Fondazioni bancarie e imprese”.


“Occorre valorizzare il ruolo di governo e di programmazione della Provincia associandolo ad ampi momenti di partecipazione di enti e cittadini” ha evidenziato il capogruppo di Rifondazione comunista Aldo Imperiale sottolineando la necessità “di sospendere le privatizzazioni e procedere senza preconcetti a una verifica sui loro risultati”, ma anche di “definire i limiti su cui ripensare le previsioni di sviluppo, perché senza percezione e rispetto dei limiti non c’è sviluppo sostenibile. E in alcune zone della nostra provincia le soglie sono già state superate”.


“Si deve lavorare – ha sottolineato Walter Telleri, capogruppo dei Verdi – per risolvere i problemi della comunità modenese superando aprioristiche divisioni politiche. Questioni di carattere generale hanno la stesse dinamiche e le stesse conseguenze per l’insieme della popolazione quindi necessitano di risposte comuni”. Inoltre, Telleri ha rimarcato l’attualità della battaglia per la pace “per sviluppare una società più giusta e solidale in quanto non ci può essere pace senza giustizia, tenendo presente che va superato il concetto buonista in base al quale se fai la carità sei un benefattore mentre se ricerchi le ragioni della povertà sei un sovversivo”.


Il capogruppo della Margherita Giandomenico Tomei ha espresso piena condivisione del programma, con una sottolineatura per le politiche relative al territorio montano e rispetto all’impegno nella tutela della salute (accanto ai due nuovi ospedali “dobbiamo mantenere e rafforzare la rete provinciale dei servizi”), ma anche per i progetti sulle infrastrutture, soprattutto “per l’avvio di quegli interventi che da troppo tempo sono attesi”.

Pubblicato: 22 Luglio 2004Ultima modifica: 25 Agosto 2005