Il settore vegetale è stato il più colpito dagli eventi climatici, registrando una diminuzione del 16,1 per cento.Vediamo nel dettaglio le singole produzioni.
Cereali. Ridotta la superfici investite a frumento del 15 per cento rispetto allo scorso anno. La qualità del raccolto è risultata discreta: l’andamento di mercato della coltura è stato buono, con un aumento dei prezzi di circa il 20 per cento per il frumento tenero e del 6 per cento per il duro. Contrazione delle superfici investite Orzo del 10-15 per cento. I risultati qualitativi si possono considerare complessivamente ottimi, con valori mediamente superiori rispetto al passato. Le rese ettariali inferiori allo scorso anno, ma i prezzi sono stati superiori di circa l’8 per cento.. Espansione del mais (più 9 per cento circa), tendenza che si prevede interesserà anche le semine 2004 vista la redditività attualmente soddisfacente di questa coltura rispetto ad altre produzioni estive. Buono l’andamento del mercato, che ha registrato prezzi mediamente superiori del 16 per cento rispetto allo scorso anno, frutto da un lato di una contrazione dell’offerta nazionale ampiamente al di sopra delle attese degli operatori, dall’altro della riduzione della disponibilità francese, primo partner commerciale dell’Italia.
Industriali. A fronte di una contrazione delle superfici investite barbabietola del 20 per cento e di una produzione complessiva quasi dimezzata rispetto al 2002, la produzione lorda vendibile per ettaro è rimasta invariata (meno 2,8 per cento) facendo registrare un incremento del prezzo del 34 per cento. Le rese medie ridotte: alle basse produzioni ha fatto riscontro una buona polarizzazione (16,6 in media) che in buona parte ha controbilanciato le perdite. Continua il declino della soia dovuto anche nel 2003 alla diminuzione dei premi Ue, con una riduzione delle superfici di circa il 30 per cento. Prezzi tendenzialmente invariati rispetto al 2002 (25 euro al quintale). Superficie a pomodori stabile con produzioni intorno al 30 per cento in meno rispetto allo scorso anno, ma di buona qualità. Il prezzo medio è stato di circa 8 euro al quintale.
Ortive. Le superfici a Cocomero e melone sono tendenzialmente stabili. Il cocomero, in presenza di una stagione eccezionalmente calda – che ne ha favorito produzioni nella norma e di buona qualità – ha ottenuto quotazioni di mercato superiori ai 20 euro al quintale contro i 5,5 del 2002. Buoni risultati, anche se inferiori, per il melone.. Superfici a fragole in lieve calo che nonostante alcuni problemi connessi alle gelate di aprile ha registrato produzioni nella norma e prezzi su 210 euro al quintali, il doppio di quelli del 2002.
Foraggere. A fronte di una superficie investita tendenzialmente invariata rispetto al 2002, la produzione di foraggio è diminuita del 25%, mentre i prezzi hanno raggiunto quotazioni fino a 20 euro al quintale.
Vite. Superficie stabile (40 per cento della superficie agricola investita a colture legnose): di fronte a una raccolta inferiore alla media la produzione è stata di buona qualità. I prezzi possono ritenersi soddisfacenti, attestandosi su una media ponderata di circa 39,5 euro al quintali.
Pomacee. Superficie stabile per il pero, mentre è in netta flessione (meno 25 per cento) nel melo per il quale si registrano rese ettariali nella norma ma i prezzi di mercato sono diminuiti del 20.
Drupacee. L’albicocco, a causa delle gelate di aprile, ha registrato un 70 per cento di danno alla produzione. Il ciliegio ha registrato a una diminuzione della produzione del 38 per cento. Il susino ha subito un calo della produzione del 50 per cento.