Meno campi coltivati ma più boschi. Prosegue nel modenese l’impegno (ventennale) di agricoltori che hanno deciso di ritirare i seminativi dalla coltivazione per sviluppare delle aree naturali a bosco.
Nel modenese sono 60 le aziende coinvolte nel progetto set-aside ventennale avviato nei primi anni ’90: la superficie complessiva di area naturale interessata è di oltre 300 ettari. Per l’impegno assunto a mantenere queste aree verdi la Provincia di Modena assegna un contributo annuale che ammonta ad oltre 190 mila euro.
“Questa attività di set-aside – spieegano i tecnici dell’assessorato all’Agricoltura e alimentazione della Provincia di Modena – ha evidenziato negli anni un positivo meccanismo di rinaturalizzazione delle aree interessate che oggi presentano nuovi insediamenti di fauna selvatica – tra cui rapaci, lepri, fagiani, picchi, caprioli, eccetera – con un beneficio indiretto rilevante per l’ambiente circostante”.
Gli interventi di set-aside hanno riguardato diversi tipi di imboschimenti tra cui quelli relativi a specie a rapido accrescimento come il pioppo, oppure a specie specializzate per la produzione di legno pregiato (noce e ciliegio). Altri imboschimenti hanno creato veri e propri boschi, anche in pianura, con specie autoctone come la farnia, la rovere, il cerro, l’olmo e il carpino.