Il 52 per cento del territorio dell’Emilia-Romagna è montano o collinare. Per Modena e Reggio la quota è simile. Altra caratteristica analoga è l’elevata età media degli agricoltori che operano nelle zone montane e collinari: oltre 62 anni secondo i dati Istat 2000. Così come le piccole dimensioni delle aziende agricole (in media 8,2 ettari contro gli 11,2 della pianura), il loro elevato frazionamento (ogni azienda risulta in media formata da 10,7 “corpi” contro i due in pianura), l’abbandono delle attività agricole (meno 42 per cento negli ultimi dieci anni, con una Superficie agricola utile (Sau) che occupa oggi il 48 per cento del territorio montano), lo scarso ricambio generazionale.
Tutti questi dati esemplificano lo svantaggio e la preoccupante situazione di chi fa agricoltura in montagna. «Per questo – affermano gli assessori provinciali all’Agricoltura Roberta Rivi (Reggio) e Graziano Poggioli (Modena) – gli agricoltori del nostro Appennino hanno bisogno di sostegno. Il nuovo Piano regionale di sviluppo rurale ha destinato alla montagna una parte consistente delle risorse disponibili ed è un’occasione unica che non va sprecata: le risorse pubbliche dovranno essere usate come volano per far crescere le aziende agricole di montagna».