Cave /2 – Previsti 28 poli estrattivi in 20 Comuni una decina chiuderanno e saranno recuperati

I poli estrattivi di interesse provinciale previsti dal Piano sono in tutto 28 sparsi in una ventina di comuni. A questi si aggiungono 19 ambiti estrattivi comunali di ridotte dimensioni e 31 ambiti comunali non perimetrati, anche questi di modeste dimensioni, che hanno una valenza esclusivamente locale.

I poli principali si trovano nei comuni di Modena, Castelfranco Emilia, S.Cesario, Savignano, più quattro nuovi poli di argilla nei comuni di Mirandola, Finale Emilia e S.Felice sul Panaro previsti in vista dei lavori della Cispadana.

Come spiega Alberto Caldana, assessore provinciale all’Ambiente, «si tratta in parte di poli già esistenti dai quali estrarre materiali sulla base dei fabbisogni stimati e programmati che però potrebbero ridursi nel tempo. Non è detto insomma che tutti i poli previsti funzioneranno a pieno regime, mentre di certo una decina chiuderanno per esaurimento. Inoltre le profondità fino a cui sarà possibile scavare restano inferiori rispetto a quelle previste dalle altre Province della regione».

In base al percorso di razionalizzazione previsto dal  Piano, tra i poli per cui è prevista la chiusura spiccano il polo 7 di tra Modena e S.Cesario che sarà rinaturalizzato e diventerà parte del sistema delle casse di espansione del Panaro e il polo di limi sabbiosi ai Prati di S.Clemente a Modena che una volta chiuso diventerà parte della nuova cassa di espansione e del Naviglio. Chiuderanno anche alcuni poli a Sassuolo (via Ancora) e a Campogalliano grazie al potenziamento delle attività nel polo di Marzaglia.

Una volta terminate le operazioni, le imprese hanno l’obbligo di finanziare il recupero dal punto di vista ambientale le aree interessate dalle escavazioni.

Insieme al Piano, la Provincia ha approvato (a favore il Pd, contrario il centro destra, astenuti Prc e Verdi) un documento dove si chiede, tra l’altro, di garantire agli enti locali «un giusto riconoscimento economico dell’impatto che le attività estrattive hanno sul territorio, superando la quota degli oneri oggi definita dalla legge che si presenta come assolutamente insufficiente».

 

 

Pubblicato: 26 Giugno 2008Ultima modifica: 27 Maggio 2020