Registi, anche loro non professionisti, i giovani Sabrina Guigli e Riccardo Stefani che, nella realizzazione del film, sono partiti dall’esigenza di far conoscere i luoghi e le tradizioni della montagna modenese: una vita relativamente non toccata dalla guerra in corso che si snoda tra lavoro nei campi, matrimoni, figli, feste di paese e che viene all’improvviso sconvolta dalla crudeltà del massacro.
«Pur nella finzione scenica, il film ricostruisce la realtà di quello che avvenne a Monchio e Cervarolo nel 1944 – commenta Beniamino Grandi, assessore provinciale alla Cultura – con l’intento di non dimenticare i martiri e il contributo alla lotta per la libertà che è venuto dal nostro Appennino».
Il film, selezionato per l’apertura del focus Italy al Film festival internazionale di Shangai, è realizzato in collaborazione con la Provincia di Modena, con il contributo della Provincia di Reggio Emilia, dei Comuni di Frassinoro e Palagano, delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Modena e di Reggio Emilia.
La Provincia si costuirà parte civile nell’istruttoria del processo contro gli autori della strage di Monchio, Costrignano e Susano, avvenuta il 18 marzo 1944 attualmente in corso al Tribunale militare di Verona lo stabilisce l’ordine del giorno presentato dal verde Walter Telleri e votato all’unanimità dal Consiglio provinciale. I gruppi di opposizione Forza Italia-Pdl, An-Pdl, Popolari liberali-Pdl e Lega nord, però, non hanno partecipato al voto sostenendo che l’ordine del giorno era «strumentale politicamente» e soltanto Antonella Orlandi (Forza Italia-Pdl) e Giorgio Barbieri (Lega nord) sono rimasti in aula fino al termine del dibattito per poi uscire prima della votazione. I voti a favore sono quindi quelli di Verdi, Pd e Rifondazione comunista.